La pace secondo Jeff Halper, studioso ebreo
Una sala stracolma ha accolto Jeff Halper il 17 settembre scorso, ospite dei missionari saveriani di Brescia. Ebreo americano originario del Minnesota, Halper si è stabilito in Israele negli anni '70. Urbanista e antropologo, oggi coordina il comitato israeliano contro la demolizione delle case palestinesi (Icahd). Sposato, due figli, vive a Gerusalemme ed è cittadino onorario di Gaza.
Separazione e dominio
Questo simpatico "barbuto" ha raccontato con l'aiuto di immagini, come lui e il suo gruppo si siano opposti all'abbattimento di una casa palestinese, pretestuosamente deciso dall'autorità israeliana, condividendo le sofferenze e le lacerazioni di quella famiglia. La casa è stata ricostruita più volte, facendo resistenza passiva alle ruspe.
Halper ha spiegato soprattutto il senso politico della loro azione: una denuncia praticata con l'azione non violenta, ma con grande coraggio, contro il tentativo in corso da parte del governo israeliano di rendere impraticabile sia la soluzione dei "due popoli e due stati", sia la convivenza di ebrei e palestinesi con pari diritti e dignità.
"Penso - sostiene Jeff Halper - che Israele stia cercando di imporre l'apartheid in Palestina, e di fatto esiste già oggi. L'apartheid è un regime con due elementi principali. Uno è la separazione di una popolazione dall'altra, ed è questo il modo in cui Israele chiama la sua politica verso i palestinesi: separazione, in ebraico afradà. Perfino il nome ufficiale del muro non è muro per la sicurezza, ma muro di separazione. L'altro elemento è il dominio di una popolazione sull'altra".
L'idea dello Stato unico
Tutti si sono accorti della capacità di Jeff di ricostruire un racconto convincente del conflitto israelo-palestinese e della necessità di porre fine all'occupazione, dando vita a uno Stato democratico per gli israeliani e per i palestinesi.
Jeff Halper sostiene da anni che l'unica soluzione vera e giusta sia lo Stato unico, tuttavia ha ben chiarito come questa idea non possa essere posta come alternativa discriminante rispetto alla soluzione dei "due popoli - due stati", soprattutto se i palestinesi è questo che vogliono. Però, mentre anni fa la soluzione di uno Stato unico appariva una posizione isolata e quasi stravagante, oggi in tanti settori viene presa in seria considerazione.
Al termine dell'incontro, Jeff ha proposto una sottoscrizione per l'Icahd, a sostegno del suo lavoro politico. L'ha ribadito più volte: "la ricostruzione delle case non è un'azione umanitaria, ma politica".








