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Missionari in un mondo che cambia

L’incontro delle delegate missionarie dell’8 dicembre scorso, ho parlato della formazione dei missionari saveriani. Alcuni dei presenti hanno chiesto dove studiano i missionari, visto che non vedono più studenti nella casa di Macomer.

Molti ricordano i tempi degli apostolini, quando la casa era piena di ragazzi e il paese li aiutava in tanti modi. Da Macomer, poi, passavano in altre case di formazione in continente, per continuare gli studi, fare il noviziato e proseguire con gli studi di teologia nella grande casa madre di Parma. Allora, gli studenti erano quasi tutti italiani... Ed ora?

Il mondo è cambiato

Negli ultimi trent’anni sono avvenuti molti cambiamenti nella chiesa, nel mondo e anche tra i saveriani. Nella chiesa, la maggioranza dei cristiani oggi si trova in America latina, non più in Europa; in Africa, molti sacerdoti oggi sono africani, come anche la maggioranza dei vescovi; in Asia i cristiani sono una piccola minoranza, ma sono attivi e preparati...

Nel sud del mondo, molti Paesi si sono avviati nel lungo cammino verso la democrazia e lo sviluppo economico, tra tanti problemi e difficoltà, mantenendo le proprie culture e tradizioni.

In questo scenario mondiale, la vecchia Europa invecchia sempre più e sembra non voler riconoscere più le radici cristiane della sua cultura millenaria. Per di più, i grandi Paesi occidentali sono interessati più al mercato che all’aiuto, più allo sfruttamento delle risorse che alla solidarietà mondiale. Aumentano le spese militari e i conflitti...

Dalla Cina al mondo

I saveriani, che all’inizio erano solo in Cina, si sono sparsi in sedici nazioni di quattro continenti. Molti missionari saveriani sono stati veri “pionieri” nel fondare le missioni del primo annuncio in Sierra Leone, in Congo, in Bangladesh, in Indonesia. La maggioranza dei missionari saveriani è ancora di origine italiana ed europea, ma oggi stanno diminuendo, mentre aumentano i saveriani di altri continenti. I saveriani messicani sono oltre 120; 51 sono indonesiani; 25 sono brasiliani, 21 sono congolesi e così via.

Nel dopoguerra la prima preoccupazione dei missionari nei luoghi di missione era il primo annuncio del vangelo con la formazione della chiesa locale e del clero indigeno. Oggi è in atto un cambiamento di direzione. Il compito dei missionari è tener vivo lo spirito missionario delle giovani chiese, perché iniziano anch’esse a inviare i missionari alle altre chiese nel mondo intero. La missione oggi avviene da tutto il mondo verso tutto il mondo. Questo è molto bello; un frutto dell’azione dello Spirito Santo.

Vocazioni da tutto il mondo

A causa della crisi delle chiese europee e grazie alla nuova coscienza missionaria delle giovani chiese, oggi la maggioranza degli studenti saveriani provengono dai paesi di missione. Su 233 studenti saveriani, solo dodici sono di origine italiana, tra cui tre sardi, e due sono spagnoli.

Abbiamo già studenti saveriani dal Bangladesh, dal Camerun, dalle Filippine e dalla Colombia. Le nazioni con il numero più alto di studenti aspiranti alla vita missionaria sono il Messico e

l’Indonesia. Perciò anche le comunità degli studenti saveriani si sono internazionalizzate e le sedi di formazione sono in ogni continente. A Manila, nelle Filippine, c’è la teologia dell’Asia; a Yaoundè, in Camerun, la teologia dell’Africa; a Città del Messico dell’America latina; a Chicago la teologia dell’America del nord; a Parma la teologia dell’Europa.

I noviziati saveriani, invece, sono in Indonesia e in Bangladesh, in Brasile e in Messico, in Congo e in Italia. Il noviziato serve a conoscere meglio la propria vocazione alla vita religiosa e missionaria, ad apprendere la spiritualità saveriana e il carisma del nostro fondatore, il beato Guido Conforti, e a prendere una decisione per la propria vita futura.



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