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A Macomer è tradizione festeggiare S. Antonio da Padova in maniera unica. A circa dodici chilometri dalla cittadina si erge il monte S. Antonio. Proprio sulla cima c'è il simulacro del santo e una decina di metri più sotto è stata costruita una piccola chiesa a lui dedicata.

Ogni anno, il 12 giugno, a partire dalla parrocchia di S. Pantaleo, il simulacro con in braccio il bambino Gesù montato su un grande baldacchino viene portato a spalle dai "fedali" (sono i coscritti, quest'anno quelli del 1966) fino al monte.

Tappa dopo tappa fino in cima

La partenza è alle 6 del mattino, dopo la Messa, e la prima fermata è in piazza S. Antonio, dove le "fedali" cambiano l'abito a Gesù bambino. Dopo avergliene messo uno da viaggio, nella salita al monte se lo passano coccolandolo. Ci sono alcune fermate obbligatorie anche per far riposare i portatori. La più importante è quando si lascia la strada asfaltata. Qui le famiglie dei "fedali", quasi a metà strada, preparano un piccolo rinfresco per i pellegrini che si conclude con il canto dei "gosos" in sardo, in cui si inneggiano le virtù del santo e si chiede l'intercessione presso Dio per le grazie necessarie alle famiglie che accompagnano il santo.

Tre giorni di fede e festa famigliare

Il sacerdote accompagna sia la salita che la discesa. Attraverso preghiere e canti, ricorda che il pellegrinaggio al monte richiama a tutti il cammino della vita e che nei santi rifulge la grazia di Cristo. Lui ha dato la forza ai santi di testimoniarlo con la vita ed è a lui, per intercessione dei santi, che domandiamo la grazia di testimoniarlo sempre anche con la nostra vita.

Il giorno successivo ci sono le confessioni e la Messa ‘grande' celebrata dal vescovo. Segue il pranzo comunitario, con le autorità. La Messa delle 19 conclude la serata religiosa. Poi cena a base di pecora e verdure.

Il 14 giugno dopo la Messa delle 5,30 si riparte per il pellegrinaggio di ritorno. Una fermata obbligatoria si fa presso la caserma del 5° battaglione dei Guastatori della brigata Sassari e poi si prosegue fino alla chiesa di S. Pantaleo con i fucilieri e i gruppi folkloristici in costume. Arrivati in chiesa tutto si conclude con l'Eucaristia. La settimana successiva, il testimone passa ai nuovi "fedali" che si prepareranno per la processione del giugno 2014.

Per i "fedali" la processione è un'esperienza che unisce le famiglie e li fa diventare un'unica grande famiglia che cammina, protetta da Gesù e Maria con l'intercessione di S. Antonio. La festa è molto sentita in tutta la Sardegna e vede la partecipazione di tanta gente, per cui... Evviva S. Antonio!



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