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L'annuncio cristiano è annuncio di pace, dall'inizio alla fine. Noi che ascoltiamo e crediamo, siamo chiamati a lasciarci coinvolgere, per collaborare e diventare "agenti" di pace. La riflessione sulle beatitudini può aiutarci ad assumere e compiere la nostra parte, con maggiore convinzione e migliori frutti.

"Beati i costruttori di pace"

Anche chi fa la guerra vive parlando di pace. Tutti percepiamo dov'è la vera felicità, anche quando ci perdiamo su altre strade. Il mondo ha bisogno di persone che si impegnino per la pace, anche se questo rende loro la vita difficile.

Non serve una pace basata sulla menzogna, una pace accomodante, che fa finta di non vedere ciò che è sbagliato e che magari chiede alle vittime dell'ingiustizia di adeguarsi alla situazione, in nome della tranquillità. Pace vuol dire cercare il meglio, con l'amore di Dio in famiglia, nel lavoro, nella scuola, nella società, nella chiesa. Senza permettere che il male ci trasformi.

  • Impegno: Quali comportamenti pos­siamo cambiare nella nostra vita quotidiana, per diventare "costruttori di pace"?

"Beati i miti e i puri di cuore"

A volte sembra che la vita sia esattamente il contrario. Non sono forse i violenti che si impossessano di tutto? Ma la sapienza di Dio è certa: quello che si conquista con violenza si può solo conservare con la violenza; e in un mondo violento nessuno è al sicuro. Vivere senza paura è il modo più umano di possedere realmente qualcosa che valga la pena. E si vive senza paura soltanto in un mondo dove i diritti di tutti sono rispettati.

"Cuore puro" vuol dire una vita pulita, trasparente, senza intenzioni disoneste, senza maschere e menzogne per avere vantaggi. Con questa purezza, le relazioni umane diventano vere, le maschere cadono e le persone si possono amare veramente. Le persone di "cuore puro" vedranno Dio. Lo vedranno in cielo; ma prima ancora lo vedranno nell'altro, nei fratelli e nelle sorelle che viaggiano per le vie della vita. La presenza costante di Dio trasfigura la vita, cominciando proprio qui, in questo mondo.

  • Impegno: PACE: P come Prossimo; A come Accoglienza; C come Condivisione; E come Eucaristia. Possiamo prendere queste quattro parole co­me spunto di riflessione in famiglia e nei gruppi.

"Beato chi piange e chi ha misericordia"

Dio desidera forse vederci piangere? Al contrario, vuole consolazione e gioia per tutti. Ci sono quelli che piangono perché soffrono: e Dio chiede che diventiamo strumenti di consolazione e di aiuto per ciascuno di loro. Ci sono anche coloro che piangono per solidarietà, davanti ai dolori degli altri. Sentendoli come propri, agiscono e partecipano alla lotta per superare la sofferenza. In questo modo, essi trovano senso per la propria vita e diventano costruttori del bene. Nel giorno in cui sapremo piangere tutti insieme, ci saranno meno motivi per versare lacrime.

Tutti noi, in un modo o nell'altro, ora o tra poco, abbiamo bisogno di misericordia. Abbiamo due possibilità: o creiamo un mondo dove nessuno perdona nessuno, dove nessuno ha compassione dell'altro - e ne soffriamo le conseguenze - o diventiamo solidali con chi ha bisogno di aiuto, creando uno stile di vita dove c'è sempre una mano amica, pronta ad afferrare chi è caduto. In che tipo di mondo preferiamo vivere? Qual è la maniera giusta per sentirci veramente in pace?

  • Impegno: Quali parole possiamo eliminare dal nostro vocabolario quotidiano, perché non hanno il sapore della pace?

"Beato chi ha fame e sete di giustizia"

Avere fede è credere che il progetto di Dio si realizzerà, che nell'universo c'è veramente qualcosa di invincibile che orienta tutto a favore del bene.

L'impegno per la giustizia, prima ancora di produrre i frutti della fraternità, del superamento della violenza, del rispetto dei diritti, ha un risultato immediato: dà senso alla vita di coloro che per essa si impegnano; ci trasforma in persone migliori; tutto quello che facciamo acquista un sapore emozionante. In questo senso è già una vittoria, ancor prima di vedere la giustizia che vogliamo. Questa si realizzerà perché Dio è giusto ed è nostro compagno nell'impegno. È la garanzia.

  • Impegno: "Per quanto dipende da voi, vivete in pace con tutti" (Rm 12,18). Queste parole di san Paolo diventino uno dei punti del tuo esame di coscienza alla fine della giornata.

"Beati i poveri di spirito"

Spirito di povero è la vita non condizionata da ambizioni egoiste. L'egoismo è padre dell'indifferenza e dello sfruttamento; non permette la solidarietà né le gioie della condivisione.

Quando il denaro diventa padrone nella vita di qualcuno, non c'è spazio né per pensare al benessere della società né per considerare i valori umani presenti negli altri. Il mondo diventa più triste, quando tutti - ricchi o poveri - pensano solo ad avere di più, a qualunque prezzo.

  • Impegno: La televisione... possiamo spegnerla, per raccontare in famiglia le "notizie di pace", le azioni di vita sobria e solidale?


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