La capacità di iniziare percorsi
Essendo ancora abbastanza piccola ho iniziato da poco e non faccio tutti i giorni il digiuno. Sinceramente mi piace un sacco il Ramadan, perché così ho più tempo per pregare e fare altre cose. Non riesco a sopportare sempre la fame, ma ci provo. In questo periodo, ci sono state riunioni con persone cristiane. Erano tutte molto gentili e simpatiche e abbiamo parlato di argomenti interessanti... Dur e Zunash
Mi hanno incuriosito le domande che facevano i ragazzi riguardo al Ramadan (Maha). Non bisogna essere della stessa religione per trasmettere fede e amore a Dio, perché siamo tutti sue creature (Maryam).
Durante gli incontri con la comunità cristiana, ho conosciuto persone e cose nuove (Hoorain Adan).
È stato un incontro semplice, dal linguaggio sincero, non arrogante, vero, intenso. I ragazzi hanno preferito dialogare senza filtri, dimostrando che la comprensione e l’assenza di conflitto è possibile. Questi giovani mi hanno fatto riflettere sulla gioia della fraternità. Siamo tutti figli dell’unico Dio. Ogni uomo e donna va considerato fratello e sorella, superando tutti i pregiudizi. Sullo schermo del mio computer non ho visto noi e loro, ma solo capacità di iniziare percorsi, sorrisi, speranza, gratuità e semplicità di cuore. Grazie ragazzi! Da voi ho imparato che, per migliorare la qualità nei rapporti umani è necessario il dialogo che ci apre al futuro grazie a varie e diverse esperienze. I giovani hanno chiaramente testimoniato che, partendo da un contesto pur piccolo, è possibile e ragionevole pensare a impegnarsi per costruire il dialogo come luogo dell’incontro, libera pluralità di scelte e comportamenti. Ho trovato una motivazione in più per dire con chiarezza: io credo nel dialogo, nella possibilità di un rapporto positivo e costruttivo con l’altro. Il presente, pur nella sua indubbia fragilità e complessità, contiene le basi per un cambiamento, per una novità di vita sociale fondata sul rispetto, sulla convivenza di persone diverse, sulla pace. E io credo nella pace. Grazie ragazzi che, con il vostro atteggiamento dialogante, di rispetto e pacifica convivenza, avete contribuito alla pace nel mondo intero (Cosimo Iodice).
La condivisione dei giovani ha suscitato in me una grande gioia. Ho scoperto quanto la fede sia importante perché è un dono. Ci sono alcuni aspetti che si vivono grazie alla fede, come il digiuno, perché impossibili agli occhi umani. La condivisione dei giovani musulmani può essere per noi cristiani una spinta a riscoprire la bellezza spirituale che scaturisce dal nostro privarci di qualcosa non per eroismo, ma per concentrare tutta la nostra mente e forza nell’ascolto di Dio. Quindi, la fede dell’altro può rinforzare la propria, tramite la condivisione vicendevole. Inoltre, è un’occasione di conoscenza reciproca che aiuta a rispettare le proprie tradizioni religiose e a valorizzarle. Questi momenti di scambio offrono ai nostri giovani la possibilità di conoscere e rispettare l’altro con la sua fede. Allo stesso tempo, conoscere i tempi forti e le pratiche religiose che ne derivano favorisce il clima propizio per esprimere la propria fede (Jean Paul Majambere).







