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di: Doleres e Pierre.

Alla fine di agosto la comunità degli studenti saveriani di teologia a Parma si è ricomposta, con il ritorno dei vecchi e l'arrivo dei nuovi. Il mattino del 10 settembre siamo partiti per i quattro giorni di programmazione a San Pietro in Vincoli (Ravenna).

Come sempre, all'inizio del nuovo anno, la nostra comunità cambia volto. Non siamo le stesse persone: chi ha finito il ciclo di studi è andato in missione, in altre comunità saveriane e in altri paesi; ma ci sono altri che arrivano. Quest'anno la nostra comunità si arricchisce di 4 nuovi giovani saveriani, tutti speciali e preziosi. Si presentano.

Filiberto Ntahimpera: affascinato dalla missione

Vengo dalla città di Gitega in Burundi. Sono il primo burundese saveriano. I saveriani sono arrivati in Burundi nel 1964. Purtroppo, furono poi espulsi durante il regime di Bagaza (1979-1985). Quando vi tornarono, i saveriani si dedicarono all'evangelizzazione e all'educazione cristiana dei giovani, come nel centro "Kamenge" a Bujumbura.

Ho iniziato a frequentare questo centro giovanile nel 2001, mentre facevo la scuola superiore. Lì sono stato sedotto dalla vocazione missionaria, ma ho dovuto aspettare fino al 2004, anno in cui i saveriani hanno aperto la casa di formazione in Burundi. Ero nel primo gruppo. Dopo 4 anni di percorso, sono andato a Kinshasa per l'anno di noviziato. Ed eccomi qui a Parma, pieno di energia per il vangelo. Dietro a me viene un bel gruppo di altri giovani burundesi, anch'essi affascinati dalla missione.

Francisco Correa Moaes: il Signore guida i miei passi

Sono nato ad Abaetetuba nell'Amazzonia brasiliana 27 anni fa. Dalla mia famiglia - mamma, papà e quattro fratelli - e dalla parrocchia, nel gruppo degli adolescenti e nel gruppo giovanile, ho ricevuto l'iniziazione cristiana, la devozione alla Madonna e a san Giuseppe. Tutto ciò mi ha aiutato a maturare nella mia vocazione.

Ho conosciuto i saveriani dall'infanzia. Ho iniziato la formazione missionaria nel 2005. Nel 2008 sono andato a Hortolândia per il noviziato e l'anno seguente ho pronunciato i voti religiosi, diventando il secondo saveriano del Brasile settentrionale. Essere a Parma è per me un dono; sono sicuro che il Signore stia guidando i miei passi.

Benjamin Balika: gli occhi verso l'orizzonte

Sono nato a Birava, un paesino vicino alla città di Bukavu, nella regione congolese del Kivu. Sono il quinto in una famiglia di sette figli. Alla fine degli studi superiori mi sono sentito di cominciare un cammino formativo missionario.

L'anno decisivo è stato il 2004, quando sono entrato nella casa saveriana a Bukavu. Dopo tre anni di studi filosofici, sono partito per la capitale Kinshasa per fare l'anno di noviziato. Il 15 agosto 2009 ho fatto la prima professione dei voti saveriani. Ora sono a Parma per fare gli studi teologici. Ho gli occhi alzati verso l'orizzonte del vangelo e ho fiducia che tutto andrà bene.

Jean Kinamula: muto come un bambino

Vengo dalla città di Goma, in Congo. Ho 24 anni e sono il secondo dei sette figli, amati dai nostri genitori. Dopo aver finito il liceo tecnico di meccanica, la mia scelta missionaria è stata una sorpresa per qualcuno. A Bukavu ho incontrato altri giovani entusiasti, tra cui Benjamin, con cui ho fatto lo stesso percorso fino a oggi.

Adesso sono Parma per continuare la mia formazione missionaria. Tutti mi fanno osservare che parlo molto; qui, invece, sono tranquillo e quasi muto, almeno per adesso: devo prima imparare l'italiano. Sto facendo l'esperienza di un bambino: è un'esperienza divertente ed esigente. Non vedo l'ora di riuscire a parlare correttamente l'italiano, perché ho una gran voglia di comunicare. "La vita è bella! Dio è amore!", è questo che voglio gridare...



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