Come un... ripetente incallito
Oltre ai quattro giovani appena arrivati dall'Amazzonia, dal Burundi e dal Congo - ai quali diamo il nostro caloroso "benvenuti!" - nella comunità dei teologi di Parma è arrivato anche un... "pezzo grosso": padre Giovanni Matteazzi. Si presenta da sé.
Sono vicentino, con un po' più di cinquant'anni. Sono saveriano dal 1977, e sono prete dal 1982. Dopo alcuni anni spesi a Cagliari facendo animazione missionaria nei paesi della Sardegna, sono stato finalmente spedito in Bangladesh. Una spedizione che ho accettato ben volentieri.
Ero ormai un... bengalese, quando tre anni fa i superiori mi hanno richiamato in Italia per essere "maestro" dei novizi saveriani ad Ancona. Sapete cosa dico quando scherzo? Ma soltanto quando scherzo e perciò non è da prendere sul serio: "Forse i superiori si erano accorti che non avevo fatto bene il mio noviziato, perciò mi hanno richiamato a rifarlo, per ben tre anni!".
Ormai pensavo di aver finito e di essere stato promosso, pronto per tornare a casa in Bangladesh. Ma ecco che mi fanno rifare anche la teologia, e chissà per quanti anni! Insomma, mi fanno passare per un... ripetente incallito! Questa volta, alla fine, spero di ricevere il permesso di ripartire, come tutti i giovani che finiscono gli studi teologici. Nel frattempo voglio fare bene la mia teologia!
Ed eccoci qui, contenti di camminare insieme tra noi e con il Maestro Gesù.








