L'amico Padre Graziano Rossato
Non ho mai appreso una notizia così scioccante, come quella che ho trovato scritta sulla lavagna della comunità, lo scorso 2 dicembre, poco prima di pranzo, quando sono rientrato in casa: una crocetta davanti al nome di p. Graziano Rossato. Ho dovuto sedermi, per non cadere svenuto. Un gran vuoto in testa e un dolore acuto al petto.
Le ultime vacanze estive
Poco lontano, c’è la poltrona su cui l’ho visto seduto per una foto ricordo, che gli ho scattato a fine estate: lui sorridente, felice di tornare in Sierra Leone, dopo l’operazione all’ernia. Ci siamo detti tante cose durante le sue vacanze, nei giorni che ha trascorso con la comunità di Zelarino.
Insieme, siamo anche andati a salutare i miei familiari, che lo stimano tanto. Abbiamo ricordato gli anni passati insieme, belli, in Sierra Leone: gli insegnanti al collegio magistrale e al seminario, gli amici comuni come p. Romano Rolli, i catechisti e gli studenti, i sacerdoti sierraleonesi, il lavoro e la vita di animatori qui a Zelarino negli anni ’80...
Il confratello e l'amico
Martedì 5 dicembre, a Cicogna di Poiana Maggiore, paese natale di padre Graziano, abbiamo celebrato una Messa di suffragio. Mi è stato chiesto di tenere l’omelia. L’ho fatto volentieri, come un saluto all’amico e al confratello. Erano presenti i fratelli, le sorelle, i nipoti e tanti amici. Le parole più vere le ha dette il Signore nella proclamazione liturgica. Io ho solo ricordato gli incontri significativi con la sua ricca personalità.
Ho dieci anni più di lui. L’ho conosciuto giovane studente, ragazzo delle medie a Vicenza e del liceo a Desio (MI). L’incontro "alla pari" l’ho vissuto in Sierra Leone, nel 1973, quando mi sostituì nell’assistenza agli studenti magistrali dell’Istituto tecnico Sant’Agostino di Makeni. Ci incontrammo poi, qui a Zelarino, ambedue impegnati nella formazione dei futuri saveriani.
Ho ricordato, nel 1985, un mio momento di crisi, che la sua amicizia e stima mi aiutarono a superare. Ho provato in quell’occasione la sua maturità interiore, la lucidità di giudizio, la fede e la sua visione positiva della vita. Dopo un approfondito colloquio, mi convinse a fare la scelta più giusta: tornare in Sierra Leone.
Cordialità e saggezza
Per un paio d’anni, ci ritrovammo in Africa a lavorare nella diocesi di Makeni. Poi, in modo più diretto, collaborammo come insegnanti nel seminario regionale per la Sierra Leone, Liberia e Gambia. Tutti insieme: italiani, irlandesi e africani, a innamorarci di Cristo e del suo messaggio.
Ho ricordato a tutti i presenti la stima che la personalità di p. Graziano ha sempre suscitato in chi lo incontrava: la sua cordialità espansiva e il suo sano umorismo; la sua intuizione rapida della soluzione ai problemi; la sua capacità di consigliare nell’ambito della prudenza cristiana. La sua intelligenza e preparazione professionale gli hanno assicurato anche l’affetto dei suoi studenti. Tutto in lui era coronato da una fede solida e dalla passione per il lavoro apostolico.
Per dare speranza a tutti
Ha avuto anche il coraggio di proporre e trasmettere il carisma saveriano alle giovani generazioni cristiane della Sierra Leone, come già aveva fatto in Italia nel periodo trascorso a Zelarino.
Nell’ultimo colloquio avuto con lui, mi ha confidato: "Torno volentieri in Sierra Leone, per aiutare i giovani preti locali a mantenere viva ed efficace una spiritualità di servizio al vangelo e a dare speranza a tanti poveretti".
Tutta questa vitalità, umana e spirituale, è finita in modo repentino. E questo ci sconcerta. Ma la fede ci riapre una speranza: il seme che muore "produce molto frutto". C'è un vivente di più, in Dio.
Padre Graziano ci segue dal cielo
Dalla Messa celebrata in suffragio dell’anima di p. Graziano il 4 dicembre scorso a Motta di Livenza (TV).
Ricordiamo, durante questa celebrazione eucaristica il caro padre Graziano Rossato, che ha donato alla chiesa tutta la sua esistenza, fatta di sacrificio, di altruismo e di evangelizzazione, in modo particolare in Sierra Leone. Qui egli ha favorito lo sbocciare di tante vocazioni sacerdotali ed è stato, anche dopo la consacrazione al sacerdozio di molti africani, il punto di riferimento, di sostegno e di guida spirituale per ognuno.
Ora dal cielo, dove meritatamente ha raggiunto il suo Tutto, sicuramente continuerà a seguire e ad amare i suoi giovani africani, la congregazione saveriana, i suoi cari e quanti, apprezzandone le virtù, lo hanno stimato, amato e sostenuto.
Padre Graziano, grazie! Il nostro scambievole ricordo a Gesù e alla sua dolcissima Madre Maria continui fino al ritrovarci lassù, luogo donato a ogni servo fedele.
Signore Gesù, ti ringraziamo del dono offerto per 37 anni alla chiesa africana e universale, in padre Graziano, sacerdote dal cuore grande, ricco di bontà, di disponibilità, di amicizia e di coraggio apostolico.
Il suo fervente ardore missionario sia quella lampada d’amore capace di accendere nuove vocazioni sacerdotali e missionarie.








