Indonesia: La proposta di Dio per noi
Con la guida del padre spirituale e il consiglio di un amico, pian piano sono riuscito a comprendere l'opera di Dio nella mia vita. Mi c'è voluto del tempo per riconoscere che Dio mi ama per quello che sono e mi chiama a seguirlo come missionario del suo vangelo.
Avevo un dubbio: come può Dio costruire un progetto su di me proprio attraverso gli insuccessi della vita?
Durante il tirocinio pastorale nelle isole Mentawai, il Signore mi ha aperto gli occhi. A contatto con quel popolo semplice ho compreso che ciò che conta nella vita non sono i sacrifici che io compio, né tutto ciò che io lascio per seguirlo; ma è il fatto di essere amati da Dio. Lasciarsi amare da Dio è il fondamento della vita di fede e della vita donata a Dio e al prossimo. Mi sono reso conto di questa grande verità: ciò che io faccio per Dio vale poco in confronto all'amore di Dio per me. Egli mi propone un cammino di vita, per essere un canale della sua grazia per gli altri. Con questo spirito ho iniziato la nuova "avventura" di formazione missionaria in Africa, nella comunità internazionale di Yaoundé.
Riguardo la mia famiglia, siamo di Klaten, città dell'isola di Giava. Il papà è cattolico dalla nascita, mentre mia madre, musulmana, ha abbracciato la fede cristiana in occasione del matrimonio. Sono l'ultimo di sei figli. Papà è morto per infarto nel 1993, quando avevo 15 anni. La mamma, molto attiva in parrocchia e nella società, si è presa cura di noi. Tutti in famiglia abbiamo un grande interesse per la musica e il canto: noi fratelli suoniamo, le due sorelle e mamma cantano...
Ora sono a Parigi per proseguire gli studi in teologia e per prepararmi meglio alla missione.








