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Santa Teresa di Gesù bambino scriveva a un missionario: “Una carmelitana che non fosse apostolo, s’allontanerebbe dallo scopo della sua vocazione e cesserebbe di essere figlia di Santa Teresa, che desiderava dare mille vite per salvare una sola anima”.

Per portare la luce di Cristo

Parlare di missione, ha senso nel Carmelo, se ci si innamora di Dio e del prossimo. E allora, voglio utilizzare tre parole: incontro, gioia, avventura. Ce lo ricorda papa Francesco: “La gioia del vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che s’incontrano con Gesù”. Incontrarsi, attraverso la preghiera, con i fratelli, diventa evangelizzazione, se ci lasciamo trasformare dall’amore. A questo aggiungiamo la gioia, anche se c’è la croce. Ma se la nostra vita è gioiosa, allora sappiamo che la misericordia, partendo dalle braccia di Cristo, è sempre pronta per perdonare e salvare. E infine l’avventura. È la vita di ogni giorno: noi la viviamo in comunità, fatta di preghiera, lavoro e vita fraterna. È un’avventura, perché vivendola pienamente, ci sentiamo partecipi delle gioie e difficoltà degli altri, del cammino e delle fatiche dei missionari, delle persone che vengono a chiederci ascolto e comprensione.

Ma c’è anche, sia per noi come per ogni uomo, un’avventura interiore nello scoprire cosa c’è in fondo al nostro cuore per portare la luce di Cristo, che possa togliere tristezze e malinconie e riempirci di speranza.

Preparare il terreno…

Papa Francesco ci ripete di annunciare Cristo con la vita e, se fosse necessario, anche con le parole. Noi al Carmelo abbiamo degli orizzonti infiniti, fatti di volti di persone, di sfide. Ci sentiamo in sintonia con i missionari che ci raccontano come la Parola di Dio diventa carne in tante persone e questo ci spinge sempre di più ad amare appassionatamente il Regno di Dio.

Con la nostra vita di preghiera-lavoro-fraternità, fatta di incontro con Gesù, di gioiosa testimonianza e di spirito di avventura prepariamo il terreno perché il seme della Parola annunciata possa germogliare e portare frutti d’amore dappertutto.

Siamo vicine a tutti, nessuno escluso, e anche a te che stai leggendo. Queste tre parole che vi abbiamo donato, cerchiamo di viverle ogni giorno e siamo sicure che anche voi potete farlo. Per finire, preghiamo per le vocazioni, non per sopravvivere alla crisi che l’umanità sta attraversando, ma perché la gioia del Risorto inondi tutta la terra e non perdiamo per strada nessuno dei fratelli e delle sorelle che il Signore ci ha affidato.



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