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Buoni cristiani si diventa: Quaresima, tempo di verifica

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Ogni anno siamo invitati a vivere un itinerario spirituale di quaranta giorni, in preparazione alla passione, morte e risurrezione di Gesù. Siamo invitati a renderci conto di chi siamo agli occhi di Dio, che ci ha chiamati alla vita perché diventassimo segno visibile di novità. Ogni anno lo facciamo per verificare se cresciamo nella consapevolezza di questa nostra identità. È un compito da condividere con tutta la comunità cristiana: sacerdoti, catechisti, missionari...

Non è una conoscenza teorica, ma un'esperienza di relazioni concrete. L'identità cristiana passa dalla famiglia e dalla comunità, che generano alla fede. Gli adulti, con i loro stili di vita, mostrano ai più giovani cosa significa diventare cristiani. La Quaresima si presenta quindi come percorso di iniziazione cristiana centrata sulla Parola di Dio e sulla carità.

Dio sempre per primo

I vangeli delle cinque domeniche della quaresima suscitano in noi domande importanti: "cosa implica seguire Gesù?". La preghiera iniziale ci rende più consapevoli di come donare ciò che abbiamo ricevuto da Dio e dai fratelli. Essere tentati è l'esperienza di chiunque vive confrontandosi con la presenza del male: le scelte egoistiche, i sogni di grandezza, i compromessi... E la risposta da dare è sempre una: "Dio per primo e la sua Parola".

Il monte è il luogo biblico dove Dio si manifesta, con lo splendore della sua presenza misericordiosa. L'ascolto obbediente delle sue indicazioni fornisce il coraggio per ripartire, anche nelle difficoltà. Gesù è la risposta alla sete d'amore di ogni uomo e donna. Gesù crea un uomo nuovo, capace di vedere ed esere illuminato.

Il percorso è lungo e progressivo; richiede libertà, coraggio, sincerità, semplicità, resistenza alle pressioni. Chi è cosciente della propria cecità, passo dopo passo viene condotto a credere in Gesù uomo e profeta, inviato di Dio Padre e, infine, Signore dell'umanità e del creato.

Il Signore della vita

Gesù è il Signore della vita. Della vita fa parte anche l'esperienza sconcertante della morte. Gesù non interferisce con il decorso naturale della vita. Ma la morte non è un evento distruttivo; anzi, è l'inizio di una condizione migliore della precedente. Il discepolo nasce a una nuova forma di vita senza fine: una sorpresa che Dio fa a chi si fida di Gesù.

Eppure perfino Gesù soffre e piange, perché la separazione è sempre dolore. Davanti a Lazzaro che esce dalla tomba, noi crediamo che Gesù ha il potere di sconfiggere la morte: "Chi crede in me, anche se muore, vivrà e chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno".

Ecco come noi possiamo diventare "buoni cristiani" insieme alle sorelle e ai fratelli, ai giovani e agli anziani.

E dobbiamo essere capaci di dimostrarlo nella vita quotidiana, perché tutti siamo chiamati in missione, anche in questa quaresima.



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