In Messico, l'incontro mondiale delle famiglie
Dei sette sacramenti, il matrimonio è il sacramento più "naturale". Tanto che, secondo il rito cattolico, ministri del matrimonio sono l'uomo e la donna che dichiarano il loro amore fedele: la chiesa ne è testimone e benedice. Così la famiglia umana diventa immagine della chiesa che ama il Signore. Anzi, la chiesa stessa è chiamata a trasformarsi in "famiglia di Dio". Secondo il pensiero profetico del beato Conforti, è tutto il mondo che deve trasformarsi in "una sola famiglia", attraverso l'opera evangelizzatrice dei missionari; cioè di tutti i battezzati.
Il catechismo della chiesa cattolica riconosce che il matrimonio ha subito - e continua a subire - "numerosi mutamenti nel corso dei secoli, nelle varie culture, strutture sociali e attitudini spirituali". Tuttavia - prosegue - "il matrimonio non è un'istituzione puramente umana: Dio stesso ne è l'autore" (n. 1603 ss).
Ai nostri tempi, specialmente nel mondo occidentale, segnato da un frenetico impulso di libera onnipotenza, avanza una cultura contagiosa che vuole disfarsi del bel piano di Dio, schierandosi nettamente in favore del "fai da te".
A metà gennaio a Città del Messico, si è svolto l'incontro mondiale delle famiglie, per ribadire che "la famiglia forma ai valori umani e cristiani". Il nostro corrispondente Simone Strozzi, saveriano studente di teologia a Città del Messico, ci descrive qualcosa di ciò che è avvenuto in quella settimana famigliare.
Abbiamo dato spazio alle "testimonianze", oltre alla riflessione di don Mario di Senigallia e al messaggio del Papa alle famiglie riunite attorno alla Vergine di Guadalupe e, attraverso loro, a tutte le famiglie cristiane.







