L'Incontro: Viva la famiglia, grazie a Dio!
Più di un milione di persone ha partecipato al sesto "incontro mondiale delle famiglie", celebrato dal 13 al 18 gennaio a Città del Messico, da dove scrivo. Il primo incontro mondiale delle famiglie si svolse nel 1994 a Roma per iniziativa di Giovanni Paolo II. In seguito, l'incontro è stato celebrato a Rio de Janeiro (Brasile) nel 1997, di nuovo a Roma nel 2000, a Manila (Filippine) nel 2003 e a Valencia (Spagna) nel 2006. La sede del VII incontro mondiale delle famiglie sarà nel 2012 a Milano.
Il tema dell'incontro messicano è stato: "Famiglia, formatrice ai valori umani e cristiani". Vi erano rappresentate 98 nazioni, con 200 vescovi, 30 cardinali e 318 giornalisti, di cui 258 messicani. L'evento è iniziato con un congresso teologico pastorale, dal 14 al 16 gennaio, al quale hanno partecipato oltre 10mila persone, quasi tutti laici.
Tre i messaggi di questo congresso: la famiglia come formatrice ai valori umani; l'importanza della testimonianza dei genitori nella convivenza e nella comunicazione; la necessità di promuovere leggi che rafforzino e difendano la famiglia.
La grande festa delle famiglie
Dove c'è famiglia c'è festa, gioia e allegria. E così è stato a Città del Messico: una vera festa, piena di folclore, luci, suoni e partecipazione entusiasta. La famiglia è patrimonio dell'umanità, scuola di fede, palestra di valori umani e civici, luogo in cui la vita umana nasce e viene accolta responsabilmente. La festa ha contagiato una parte della Città; scrivo "una parte" perché contagiarla tutta è impossibile. Siamo infatti 24 milioni di abitanti e le distanze sono enormi.
Noi saveriani abbiamo avuto la gioia di ospitare don Mario Camborata della diocesi di Senigallia, responsabile della pastorale famigliare, accompagnato dalla giovane famiglia marchigiana: Gianluca, Valeria e Giacomo di due anni.
La stupenda celebrazione di sabato sera, con le testimonianze delle famiglie del mondo e la meravigliosa Messa di chiusura di domenica, sono avvenute sulla spianata del santuario della Vergine di Guadalupe, un luogo importante per la chiesa latino-americana. La presenza amorosa e vigilante della Vergine ha certamente favorito la bella atmosfera familiare che ha caratterizzato l'intero incontro.
Emozionante è stato il messaggio di papa Benedetto, trasmesso in diretta alla fine della Messa. "Oggi più che mai sono necessari la testimonianza e l'impegno pubblico di tutti i battezzati per riaffermare la dignità e il valore unico e insostituibile della famiglia. Occorre promuovere strumenti legislativi e amministrativi a sostegno della famiglia nei suoi diritti inalienabili, necessari per portare avanti la sua straordinaria missione". Forte e commovente la sua conclusione: "Prego per tutte le famiglie e in particolare per quelle che soffrono per la povertà, la malattia, l'emarginazione. E in modo speciale per le famiglie cristiane che sono perseguitate a causa della loro fede".
"Si vede, si sente, il Papa è presente!", è stato il coro con il quale il milione di pellegrini ha risposto alle parole del Papa.
Testimoniare per farsi apprezzare
Sono ancor più convinto che il futuro della società dipende dal futuro della famiglia. È questo il decisivo terreno di incontro tra la chiesa e la cultura di oggi. Perciò la testimonianza delle famiglie cattoliche deve essere autentica, forte e visibile nelle comunità in cui esse vivono. E deve riflettere la gioia dei discepoli di Cristo, così che anche gli altri che vedono, possano apprezzare e volere per sé lo stesso modo di vivere. Non si tratta di una serie di "no"; è invece una serie di "sì", per vivere con gioia e realizzarsi pienamente.
Si è sentita una certa assenza delle problematiche morali "sensibili" del momento e anche l'assenza di qualche "voce scomoda", con la quale noi tutti dobbiamo imparare a dialogare e confrontarci. Anche a loro la chiesa deve saper rivolgere parole di misericordia e di amore, senza discriminazione.
Ho accompagnato alla Messa conclusiva diversi poveri messicani che vivono in strada. Per loro è stato un bel momento e hanno partecipato con fede. Dentro di me pensavo: forse un giorno avremo il coraggio e la fede necessaria per ascoltare anche questi poveri sull'argomento, consapevoli che quasi sempre la loro condizione è dovuta alla mancanza totale di una famiglia.
Insieme a voi, con tutto il cuore canto: "Viva la famiglia, grazie a Dio!".








