In Friuli come in missione, Una sera con la parola di Dio
Padre Roberto Dal Forno ed io saliamo nella nostra utilitaria e partiamo. Meta del nostro viaggio è l’incantevole cittadina di Sappada, circondata dalle Dolomiti. Non si tratta di un viaggio per vacanza, ma di apostolato. Da tanti anni in questa zona organizziamo con la comunità parrocchiale alcuni incontri per gli adulti.
Un vero clima familiare
Come sempre siamo accolti dal caloroso e fraterno saluto di don Pietro, parroco di Sappada, e da Marilena, che da una vita lo affianca nel servizio di accoglienza e di cucina. Subito nasce una sincera e serena chiacchierata, mentre fervono i preparativi per la cena sempre gustosa, in sintonia con le norme di una “dieta sana”. Intanto cominciano ad arrivare, alla spicciolata, i partecipanti ai due incontri in programma: uno tenuto da p. Roberto e l’altro da me.
Io ho a disposizione la sala da pranzo. Chi viene si sente proprio a casa sua. I partecipanti sono come i commensali: condividono non tanto il cibo ma le esperienze di vita. Il clima è spontaneo, fraterno e sereno. È importante che sia così. Trovarci attorno al tavolo ci fa sentire quasi una famiglia, animata dallo Spirito di Dio. Sentiamo che il Risorto è in mezzo a noi.
Solo se il cuore s’infiamma...
Nei nostri incontri mettiamo al centro la parola di Dio: letta, ascoltata e condivisa. Ci crediamo davvero: la parola di Dio è capace di trasformare la vita di ciascuno di noi. Davanti alla parola di Dio noi siamo alunni. Il Signore Gesù è il nostro maestro. Tutti abbiamo qualcosa da comunicarci. Ciò che impariamo non è solo frutto della spiegazione data da chi guida il gruppo, ma è il risultato che scaturisce dalla partecipazione di tutti. Man mano che andiamo avanti, ci accorgiamo sempre più che la nostra storia è risvegliata dalla parola di Dio. Comprendiamo che la bibbia non solo deve aprirci gli occhi; deve riscaldare anche i cuori. Perché se il cuore non s’infiamma, la testa non riceve le idee.
Ogni volta cerchiamo di tenere presenti tre aspetti importanti: la realtà, la bibbia e la comunità. Sono come il caffé, lo zucchero e il latte: si mescolano secondo la necessità del momento. Così succede che a volte il gruppo prenda in esame i problemi della società, e allora il peso della realtà è più forte. Quando analizziamo la vita della parrocchia è la dimensione comunitaria che prende il sopravvento. Se invece è una pagina della bibbia a destare attenzione, allora ci soffermiamo di più sulla parola di Dio. Nessuno dei tre elementi deve mancare.
Stanchi, ma contenti
Il tempo passa veloce e la stanchezza per la giornata di lavoro si fa sentire meno. È vero: la parola di Dio ci libera da tante cose che opprimono, che impediscono di vivere bene e di vedere con occhi diversi la realtà che dobbiamo affrontare il giorno dopo. Ci accorgiamo che ci fa scoprire i “falsi idoli”; ci aiuta a superare gli ostacoli. Nei volti degli amici partecipanti si vede che durante l’incontro abbiamo fatto un’esperienza del Risorto. Torniamo alle nostre case con uno spirito diverso.
Il gruppo è formato da una quindicina di persone. Non ci sono uomini. Due di loro hanno “annusato” l’atmosfera e poi, per diversi motivi, hanno deciso di non partecipare. Non ci spaventiamo. Siamo convinti che il sale fa il suo servizio nella minestra e il lievito nella pasta, senza che si vedano. Non ci riteniamo “i migliori” né siamo quei “beati” che puzzano di sacrestia. Vogliamo solo dire che vale la pena fare un po’ di sacrificio per incontrarci attorno alla parola di Dio. Sentiamo che ci porta la “vita vera”.
Alla fine, p. Roberto ed io torniamo a Udine, stanchi ma contenti. E ringraziamo Dio per averci fatto incontrare persone che gli vogliono bene.







