In festa con san Francesco Saverio
Padre Pietro Pierobon, nuovo direttore della nostra Libreria dei popoli a Brescia, ha introdotto l’incontro sul tema “Missione sulle strade del mondo”. È seguito un vivace dibattito con mons. Ghizzoni sul tema della cooperazione di personale tra le chiese sorelle, sul modello di Reggio Emilia, da dove il vescovo proviene.
Il vescovo di Faenza mons. Stagni ha detto che la cooperazione tra le chiese è più un tema teorizzato che realizzato nello scambio tra chiese sorelle. Mentre il responsabile del centro missionario di Ravenna, don Stefano, sosteneva che spesso la missione viene intesa più come aiuto caritativo ai poveri, e meno come annuncio del vangelo che porta alla fede.
Una chiesa a porte aperte
Pochi giorni prima del nostro incontro è stata resa pubblica l’esortazione apostolica di papa Francesco “Evangelii gaudium”, che invita a uscire in missione. Papa Francesco inizia la sua lettera con queste parole: “La gioia del vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù”. È un invito a tutti i battezzati, perché portino agli altri l’amore di Gesù “in uno stato permanente di missione”, vincendo “il grande rischio del mondo attuale”, ovvero quello di cadere in “una tristezza individualista”.
Usciamo fuori, sulle strade, per testimoniare il vangelo. Perché solo uscendo in missione si può rimanere fedeli a Cristo e alla natura propria della chiesa.
L’Evangelii gaudium esorta a una conversione pastorale e missionaria, è una sorta di regola pastorale, il cui scopo principale è l’annuncio del cuore pulsante del vangelo agli uomini e alle donne di oggi.
Le chiese abbiano ovunque “le porte aperte”, perché tutti coloro che sono in ricerca non incontrino “la freddezza di una porta chiusa”. Può essere missionario solo chi si sente bene nel cercare il bene del prossimo, solo chi desidera la felicità altrui.







