Festa di san Francesco Saverio a Roma
Il 3 di dicembre abbiamo celebrato la festa di san Francesco Saverio, patrono delle missioni e dei saveriani. Lo abbiamo ricordato e festeggiato con un bel ritiro spirituale, il giorno prima, nella casa in Viale Vaticano 40. Nella riflessione ci ha aiutati p. Eugenio Pulcini, consigliere generale, appena tornato da una visita nelle missioni saveriane in Asia: il Giappone e le Filippine.
Il giorno della festa, la sera, ci siamo ritrovati ancora più numerosi nella nostra casa in via Aurelia. Erano presenti non solo i saveriani delle due comunità, ma anche qualche conoscente e le saveriane che vivono a Roma. Durante la celebrazione Eucaristica p. Eugenio ci ha offerto una bella riflessione con molti spunti, di cui riportiamo solo qualche frase.
Quelle buone radici…
San Francesco Saverio, san Guido Conforti, la venerabile Celestina Bottego (fondatrice delle saveriane) sono le nostre “radici”. Sono radici sane e buone. Questo ci dà una certa serenità e fiducia per il futuro e per la nostra missione. Quando le radici sono buone, anche l’albero e i suoi frutti fanno ben sperare.
Dio ha donato tanti doni a san Francesco Saverio. Pensiamo alla sua grande fede, alla tenacia e al coraggio che egli ha dimostrato nell’affrontare tante prove, difficoltà e imprevisti nella sua intensa e movimentata vita missionaria. Vedendo quanto è stata forte questa “radice”, come lui anche noi desideriamo crescere e diventare un albero rigoglioso che dà frutti.
Con Cristo e… il fuoco nel camino
Ci auguriamo di essere missionari autentici e gioiosi del vangelo, appassionati per Dio e per l’umanità.
Ma potremo raggiungere questo traguardo non con i nostri sforzi o i nostri studi… Occorre piuttosto accogliere il dono di Dio e, come facevano gli apostoli, stare con Cristo. Egli li chiamò perché stessero con lui e per mandarli a predicare il suo Regno.
Quando siamo con lui, ci ritroviamo in missione. Quando siamo da soli e lavoriamo da soli, non andiamo lontano!
Dopo la celebrazione Eucaristica, abbiamo continuato la festa con la cena tutti insieme, scaldati da un bel fuoco che ardeva nel camino della saletta da pranzo. Ci siamo lasciati con la speranza di essere un po’ più imitatori di san Francesco: missionari autentici del vangelo nelle nostre famiglie, parrocchie, gruppi e nelle situazioni in cui viviamo.







