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Il Segreto, il Fascino: Paolo, ''Non c'è un altro vangelo''

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San Paolo ha sempre un grande fascino sui giovani. Provate a leggerlo tutto, dagli Atti alle Lettere: ne resterete affascinati! Qual è il suo segreto? Quello di essere un autentico missionario di Cristo. E ogni missionario autentico è martire. Non solo nel senso di "testimone" - perché questo è il significato della parola "martire"; ma di donare la propria vita, di morire per Cristo, per il vangelo, per l'umanità.

Saverio, imitatore di Paolo

Francesco Saverio è stato il migliore imitatore di Paolo, non solo nell'annuncio del vangelo ai pagani, a coloro che non sapevano nemmeno che Cristo fosse esistito e non avevano mai sentito la parola del vangelo. Francesco è partito all'improvviso, senza un piano, solo per sostituire un altro che si era ammalato. Si è fidato ed è andato. Ha percorso quello che nessun altro missionario ha mai percorso nella storia della missione, fino ad arrivare in Giappone, per primo. Era il 1549.

Come Paolo ad Atene, anche Saverio in Giappone si è convertito alla cultura, cambiando il suo metodo missionario di annuncio del vangelo. La missione è così: tiene sempre presente il contesto, le situazioni, le persone, le culture: perché lo stesso vangelo arriva dove lo Spirito ha già lavorato e preparato l'umanità per secoli e millenni. La missione non è mai una ripetizione meccanica di parole e di azioni.

Tanti giapponesi avevano accolto con gioia il vangelo di Cristo, portato dal Saverio e da altri missionari. Ma sono stati i cristiani stessi a diffondere la fede nelle famiglie attraverso le "confraternite": con la carità, l'insegnamento e la preghiera.

La verifica della fede

Finché nel 1587 arrivano i decreti di espulsione per tutti i missionari, cui segue nel 1597 il martirio di Nagasaki e il divieto di aderire al cristianesimo. La fede cristiana è dichiarata "religione malvagia" e scatta la persecuzione di massa: croce, decapitazione, rogo, torture, abiura...

Ai cristiani viene imposta la verifica annuale della fede! Una bella idea! Voi giovani, sareste disposti a sottoporvi a una verifica annuale della fede cristiana? Ma anche a noi adulti, a noi sacerdoti e missionari farebbe bene verificare la nostra fede ogni mese, ogni giorno...

Solo che in Giappone la verifica veniva fatta dagli aguzzini, per essere sicuri che i cristiani avessero rinunciato a Cristo e abbandonato la loro fede "malvagia". La verifica consisteva nel calpestare un'immagine sacra. Molti sono morti per questo; molti altri inventano uno stratagemma: arcuano il piede in modo da non calpestare la sacra immagine; percorrono poi la strada del ritorno con il piede arcuato, in punta di piedi e di tallone. A casa si lavano i piedi e in segno di penitenza bevono l'acqua, perché quella polvere e il riflesso dell'immagine, entrando nel corpo, purifichi anche l'anima.

Pronti a tutto per il vangelo

Tra i cristiani era molto diffuso il libro, "Preparazione al martirio". Nella storia cristiana, la chiesa giapponese è stata l'unica ad avere un catechismo per "prepararsi al martirio". Nessuno desiderava essere ammazzato, ma la situazione era tale da richiedere una preparazione speciale. Cristo doveva sparire dal suolo giapponese e i suoi seguaci dovevano rinnegare la fede o morire. Quale soluzione, se non prepararsi al martirio? Anche Paolo aveva previsto "catene e tribolazioni" ed era sempre pronto a "terminare la corsa testimoniando il vangelo" (Atti 20, 22-24).

È un insegnamento per noi tutti. Abbiamo il dovere di annunciare Colui in cui crediamo: Gesù e il suo vangelo. Ma oggi non è facile.

Sono convinto che in Italia oggi, e ancor più nei prossimi decenni, se vogliamo rimanere cristiani ed essere missionari dobbiamo prepararci al martirio. Infatti, "alcuni vogliono sovvertire il vangelo di Cristo, ma non c'è un altro vangelo"; e il vangelo autentico "non è modellato sull'uomo, ma su Gesù Cristo che ce l'ha rivelato" (invito a rileggere la lettera di Paolo ai Galati: 1,1-2,10).



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