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In mezzo all’estate, una delle più calde di sempre, tra drammatici crolli di ghiacciai, fiumi a secco, agricoltura messa a dura prova, una guerra che non sembra vedere vie d’uscita, crisi energetica e inflazione alle stelle, arriva la notizia. Francesco e Ilary (non credo servano i cognomi) comunicano la fine del loro matrimonio, che sembrava una favola dall’eterno lieto fine. La prima considerazione, per tutto ciò che si è detto prima, è il valore, l’interesse di questa confessione mediatica. Ne sentivamo il bisogno? Ne sentivano la necessità gli interessati? Attenzione. Non è il primo caso, altri prima di loro e altri dopo seguiranno le stesse modalità. Mi chiedo perché siamo arrivati al punto da indurre persone famose, in vista, ricche, a dover rendere pubblica ogni azione privata. “Nella buona e nella cattiva sorte…”, dirà qualcuno. Nella gioia e nei momenti più difficili… tutto in piazza! Del resto, anche le nostre vite di NIP (non important person) possono trovare diffusione e amplificazione attraverso i social media e gli stati delle chat. E il tanto diritto alla privacy chi lo invoca più?

Nel recente Incontro mondiale delle famiglie a Roma, papa Francesco ha detto la sua. “In ogni matrimonio ci sono le crisi: dobbiamo dircelo, svelarlo e andare sulla strada per risolverla. Avete chiamato per nome tutte le cause della crisi: mancanza di sincerità, infedeltà, uso sbagliato dei soldi, idoli del potere e della carriera, rancore crescente e indurimento del cuore. Vedere una famiglia che si disgrega è un dramma che non può lasciarci indifferenti. Il sorriso dei coniugi scompare, i figli sono smarriti, la serenità di tutti svanisce. E il più delle volte non si sa cosa fare. Nessuno desidera un amore a breve scadenza o a tempo determinato. Per questo si soffre molto quando le mancanze, le negligenze e i peccati umani fanno naufragare un matrimonio. Ma anche in mezzo alla tempesta, Dio vede quello che c’è nel cuore. Il perdono, fratelli e sorelle, il perdono risana ogni ferita; il perdono è un dono che sgorga dalla grazia con cui Cristo riempie la coppia e la famiglia intera quando ci si rivolge a Lui. Non ci si sposa per essere cattolici con l’etichetta, per obbedire a una regola, perché lo dice la Chiesa o per fare una festa; no, ci si sposa perché si vuole fondare il matrimonio sull’amore di Cristo, che è saldo come una roccia. Coraggio, dunque, la vita familiare non è una missione impossibile!”.



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