Polvere, acqua e Spirito Santo
Per alcuni giorni sono stato ospite nella missione di Irol, in Sud Sudan. Il parroco, un anziano e simpatico missionario comboniano di origine spagnola, mi ha invitato ad accompagnarlo nel villaggio di Panakar per celebrare il battesimo di un bel gruppo di adulti. Dopo un tortuoso giro nella boscaglia siamo arrivati al villaggio dove ci attendeva il catechista con i catecumeni. Ho subito notato che erano tutti scalzi, con i piedi polverosi di un colore giallognolo.
La lista dei battezzandi era di 124, ma i presenti erano solo 90. Il catechista ha spiegato che quelli del villaggio più lontano, a circa due ore di cammino a piedi, per errore erano venuti il giorno prima e non sapeva se sarebbero tornati nuovamente.
Dopo una lunga attesa, il parroco ha deciso di iniziare la cerimonia. Tutto si è svolto regolarmente. Io ho tenuto l’omelia in lingua inglese, tradotta in lingua locale dal catechista. Poi in due abbiamo battezzato i catecumeni. Preghiere, canti e tanta gioia.
La santa Messa continua, ma c’è una sorpresa: quando eravamo già all’offertorio, arrivano gli altri 34 dal villaggio lontano. Non possiamo mandarli indietro. In forma abbreviata, si riprende la cerimonia dei battesimi.
Nuovo scoppio di gioia e di canti. Gli occhi di tutti brillano di una luce nuova. Sono rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo.
Verso la metà del pomeriggio tutti tornano ai loro villaggi e alle loro case. I loro piedi, coperti di polvere gialla, mi sembrano coperti di polvere d’oro.







