La vista del mio punto: Sulla vocazione specifica
I giovani, che hanno partecipato alla Tre giorni di spiritualità missionaria nella nostra Casa hanno vivacizzato le riunioni con interessanti obbiezioni sulla vocazione specifica di alcuni alla missione. Opinione comune è che tutti siamo missionari senza "chi più o meno". Bene miei cari! La missione, nota essenziale della Chiesa, ha origine da Dio che vuol rivelarsi e farsi conoscere; per questo ha inviato il Figlio agli uomini perché lo conoscessero, e Cristo ha istituito la Chiesa coinvolgendola tutta nella missione di rivelare il mistero della salvezza.
La missione può essere vissuta in modi e a titoli diversi. Noi tutti, per il battesimo, partecipiamo del sacerdozio di Cristo, ma soltanto gli ordinati dal vescovo accedono al sacerdozio ministeriale (non tutti i cristiani celebrano l'Eucarestia o confessano). Per il battesimo, tutti siamo missionari, ma non tutti esercitiamo la missionarietà alla stessa maniera.
Una mamma deve essere missionaria nella famiglia e nella società; non può dedicarsi fisicamente alla missione con un voto particolare, né offrire la propria vita esclusivamente all'annuncio del Vangelo in terre straniere. Questo è pacifico!
Uno, allora, è più missionario dell'altro? Non si tratta di più o di meno, ma di modi diversi di vivere la missionarietà. Chi amerà di più Dio e il prossimo, questi sarà maggiore nel Regno dei Cieli.








