Il mio cuore batte forte, Vi scrivo proprio dall'aereo
Cari amici, forse non ci crederete, ma mentre vi scrivo mi trovo proprio in aereo: sotto di me c'è già la terra brasiliana, ma all'atterraggio mancano ancora alcune ore.
Il mio cuore batte ancora forte forte. Qualche ora fa ho salutato all'aeroporto mamma, papà, le sorelle, i nipotini, i confratelli saveriani e le sorelle saveriane, e alcuni giovani che mi hanno accompagnato fin qui, in questo momento "pasquale" di nuova nascita.
Certamente, si tratta per me di una nuova nascita, perché sarà come tornare bambino: lingua nuova, cultura nuova, gente nuova... Ma lo stesso Signore. Egli mi ha dato tanto in Italia, e non mancherà di darmi altrettanto in terra brasiliana. So che i confratelli missionari mi stanno attendendo, all'aeroporto di Belém, e il mio cuore gioisce. Ho voglia di incontrarli e abbracciarli, per iniziare con loro questa nuova esperienza missionaria.
I compagni di classe
Di questo evento pasquale se ne sono accorti anche i miei compagni di classe (1972). Grazia all'interessamento di alcuni di loro, una sera ci siamo incontrati; così ho avuto la gioia di rivederli quasi tutti. C'era anche il nostro maestro! Assieme abbiamo mangiato una pizza e ci siamo raccontati la vita di questi ultimi anni. Molti sono genitori con figli; altri hanno un bel posto di lavoro. Mi ha fatto piacere costatare che nessuno è stato "fermo", ma ciascuno ha investito i talenti che il Signore gli ha dato.
Trovarci tutti insieme è stato un evento da ricordare. Anche da questo ho capito che la mia partenza per la missione è veramente qualcosa di grande. I miei amici l'hanno capito. Tra l'altro, sono stati proprio loro a compiere un gesto che mi ha davvero commosso. Durante la Messa di saluto, assieme ai miei cari, si sono fatti portavoce di tutta la comunità e hanno imposto le loro mani sul mio capo, come segno di benedizione e di invio. Grazie di cuore, classe '72!
Saluti alla Brianza!
Desio è stata la mia prima missione: tante persone, tanti giovani, tanti volti nei quali ho incontrato la vicinanza di Dio e la sua "sete" di farsi conoscere a ogni uomo e ogni donna. Grazie ai confratelli che mi hanno preceduto, ho conosciuto molte realtà, alcune già consolidate e altre che stanno crescendo.
Il Signore ha seminato tanto e bene, in ogni luogo. Spetta a noi riconoscere dove Lui ha seminato e alimentare i "germogli" che un giorno diventeranno alberi, dai cui rami nasceranno tanti frutti che sfameranno la fame di Dio, presente in ogni persona.
Auguri a tutti voi che restate. In luoghi diversi, lavoriamo insieme per la stessa missione di Cristo nel mondo.








