Il mese delle rose mariane
In un’omelia, il predicatore raccontò che un promettente Victor Hugo, quand’era studente, un giorno dovette elaborare un tema sulla mamma. E lui semplicemente scrisse: “La mamma è la mamma”.
Sembrerebbe una banalità, ma chi di noi potrebbe descrivere quello che davvero è una madre in poche o tante parole? Qualsiasi sillaba non potrebbe racchiudere una realtà declinata in mille atti, in mille parole e in mille sguardi che compone la vita di una madre. La parola c’è, ed è densissima di significato ma impossibile da sviscerare completamente, ed è AMORE.
Ho pensato di chiedere ad una madre innamorata della sua famiglia e della Vergine Maria di scrivere, per noi, la sua esperienza filiale e amorevole con la Madonna.
“Da piccola, quando dormivo con nonna, dopo avermi rimboccato le coperte e dato un bacio sulla fronte, lei recitava con me una preghiera di ringraziamento alla Vergine che terminava immancabilmente con una richiesta di protezione e l’Ave Maria. La cara nonna non si stancava mai di incoraggiarmi a ricorrere sempre alla Madonna. L’Ave Maria è una preghiera per metà presa dalle parole dell’angelo Gabriele e per metà ricolma di quel desiderio di protezione che ogni figlio porta dentro di sé. Prega, o Maria, per noi che siamo fragili, deboli, a volte sciocchi che non sappiamo come te vedere sempre la luce di Dio nella nostra vita. Ancora riecheggia in me la voce melodiosa della nonna che intonava l’Ave Maria durante l’Eucaristia. Nella sua voce si condensava tutto il candore e il calore di quell’anima bella.
Maggio è il mese della Madonna e delle rose il cui profumo accompagna sempre le apparizioni mariane. La mia vita non è stata semplice. Le difficoltà, i dolori e le gravi malattie hanno spesso bussato alla porta della mia vita. Mi sono sentita tante volte sopraffatta dalla paura di non farcela, dalla paura di annegare nelle mie debolezze e nelle mie preoccupazioni. Ho temuto di sprofondare negli abissi della disperazione e di non aver più la possibilità di vedere la luce, ma la luce è sempre arrivata ed era quella della Mamma Celeste. Da un viaggio a Medjugorje sono tornata con il desiderio profondo di testimoniare quanto avevo vissuto in quel luogo che, a dispetto dell’aridità dei sassi che lo compongono, è una rigogliosa sorgente di Grazia.
Ho sentito l’amore della Madonna stringermi in un abbraccio tenero e forte allo stesso tempo. Mi sono sentita avvolgere dal suo tenero calore materno: profondo, indissolubile, indiscutibile. La via che la Madre celeste indica ai suoi amati figli è semplice, evangelicamente disarmante: pentimento seguito dalla confessione, preghiera di adorazione e digiuno”.
Credo che questa testimonianza potrà darci un aiuto ad incamminarci con Maria al seguito di Gesù.







