Il dialogo tra le religioni, Intervista a p. Claudio Mantovani
Padre Claudio Mantovani, dopo essersi ambientato a Taranto, ha accettato di sottoporsi alle domande dell'intervista. Ci aiuta a conoscere meglio questo missionario da poco arrivato nella casa saveriana di Taranto.
In Bangladesh hai aiutato le donne povere...
Nei primi dieci anni in Bangladesh ho collaborato allo sviluppo di un centro di cucito e ricamo, diretto da una suora locale, nella parrocchia di Bhabarpara, a nord della diocesi di Khulna. Poi, trasferito nella zona meridionale di Bagerhat, ho aperto e diretto io stesso un centro simile, dove lavorano un centinaio di donne e ragazze povere, cristiane, musulmane e hindu.
Ricamano tovaglie di tutte le dimensioni che vengono spedite in Italia alle persone e ai gruppi che hanno offerto la loro collaborazione per vendere questi manufatti artigianali. I disegni li stampavo io stesso sulla stoffa, e poi le ricamatrici si mettevano all'opera. In Italia le tovaglie sono molto apprezzate e le ricamatrici bengalesi sono ben contente di contribuire al sostentamento delle famiglie attraverso il loro lavoro.
Il dialogo interreligioso è possibile o è un sogno?
Un mio "pallino", come si dice in gergo, era proprio questo: il dialogo interreligioso, svolto in maniera molto semplice, attraverso contatti personali e amichevoli. Ho cercato di cogliere tutte le occasioni per offrire il "primo annuncio", anche se molto "alla buona", accettando l'amicizia con tutte le persone, qualunque sia la loro religione. Ho condiviso volentieri la vita di ogni giorno, parlando di religione e dei problemi quotidiani, dialogando con tutti, nel rispetto delle reciproche convinzioni religiose. Ho seminato (e continuo a seminare anche ora che sono in Italia), cosciente che a raccogliere è il Signore, come e quando lui vuole.
Cosa fanno i saveriani per il dialogo?
I saveriani in Bangladesh sono sempre stati molto impegnati nel dialogo interreligioso e culturale. Attualmente p. Mimmo Pietanza, saveriano di origine pugliese, dirige un centro che organizza incontri e studi per sensibilizzare i bengalesi di buona volontà e di qualsiasi religione, al dialogo interreligioso ispirato dai valori dell'umanesimo cristiano.
In campo culturale, poi, il saveriano vicentino p. Marino Rigon è da sempre impegnato nello studio e nella traduzione in italiano delle opere dei grandi poeti bengalesi. È stato recentemente insignito della nomina ad "accademico ambrosiano".
Come testimoniamo l'amore cristiano in Bangladesh?
Noi saveriani siamo in Bangladesh da 60 anni. Una tra le più significative testimonianze d'amore cristiano è certamente il "Fatima Hospital": un bel complesso ospedaliero, iniziato dal saveriano padovano dr. Lio Stocco e poi amplificato e diretto dal saveriano marchigiano dr. Remo Bucari, con l'aiuto di tanti amici benefattori, in cinquant'anni di perseverante dedizione. In questo ospedale hanno lavorato per diversi anni altri due medici saveriani.
Il "Fatima Hospital" è un'opera di misericordia cristiana che rimane a testimoniare visibilmente, oltre il tempo, la validità dell'annuncio evangelico dell'amore per il prossimo in terra bengalese.








