Il martirio: Spegnere la fiamma della follia
Il 3 giugno 2010 a Iskenderun, in Turchia, mons. Luigi Padovese, vicario apostolico dell'Anatolia, veniva ucciso dal suo autista. Lo ricordiamo attraverso alcune testimonianze.
"Auspico che per l'omicidio di mons. Padovese si celebri un vero processo, non perché abbiamo del rancore nel cuore, ma perché siano evitate modalità frettolose per chiudere il caso. Hanno ucciso il pastore buono, un pellegrino dello spirito e della mente. Per lui parlano il suo corpo spezzato e il sangue versato per tutti. Servono vocazioni e missionari per la Turchia: venite a vivere il vangelo, venite ad aiutarci a vivere, semplicemente" (mons. Ruggero Franceschini, vescovo di Smirne).
"Mons. Padovese era un vescovo mite e sapiente, vero costruttore di riconciliazione e di pace, che ha stretto un'alleanza nel suo sangue, offrendo tutto se stesso per il vangelo e per chi gli era stato affidato. Il suo martirio, forse un po' dimenticato, è offerta viva di sé che padre Luigi ha vissuto ogni giorno della sua missione di vescovo, di amico della pace, di fratello d'ogni uomo" (card. Luigi Tettamanzi, vescovo di Milano).
"Aveva voluto vestire il saio per seguire le orme di S. Francesco. E come lui aveva la passione per il Medio Oriente, l'interesse storico e archeologico, la determinazione per il dialogo con il mondo musulmano. A Iskenderun era felice e amato da tutti. Ogni giorno, faceva preparare il pranzo per una cinquantina di famiglie povere. Era sempre pieno di passione e voglia di fare" (il fratello Sandro).
"Le comunità cristiane del Medio Oriente sono ancora chiamate al martirio. Non bisogna dimenticare che noi siamo la chiesa dei martiri e della risurrezione. La testimonianza più recente di tale realtà è proprio il tragico assassinio di mons. Padovese (Gregorios III Laham, patriarca di Antiochia).
Un giovane imprenditore turco, Hakan Sentürk, dice: "I cristiani sono una minoranza, quasi non ci si accorge di loro. Ma alle feste musulmane li abbiamo sempre invitati; il dialogo esiste così come i fatti di sangue. Purtroppo, c'è sempre qualcuno che accende la fiamma della follia".








