Il futuro è adesso
Brasile: elezioni e… La Rete Ecclesiale Panamazzonica (REPAM-Brasile), della Conferenza episcopale nazionale (CNBB), ha lanciato la Campagna #EuVotoPelaAmazonia, con l’obiettivo di aiutare i cristiani e la società a riflettere sull’importanza di eleggere, nelle elezioni generali del 2 ottobre, politici e governi impegnati per l’ecologia integrale, l’agroecologia, la giustizia socio-ambientale, il benessere e i diritti dei popoli e dei loro territori. Sono in corso azioni di sensibilizzazione (dibattiti, riflessioni, video, materiali per i social network e tracce di celebrazioni per le comunità). È prevista anche una Celebrazione Eucaristica nella Giornata dell’Amazzonia, il 5 settembre. Il Tribunale Superiore Elettorale e i rappresentanti di varie realtà religiose, tra cui la CNBB, hanno firmato accordi di cooperazione per realizzare azioni e progetti che assicurino il carattere pacifico delle elezioni.
Intanto, al confine col Perù, sono stati uccisi da un pescatore il giornalista ambientalista inglese Dom Phillips e l’antropologo brasiliano Bruno Araújo Pereira, esperto di questioni indigene. Stavano documentando la pesca illegale nella regione amazzonica. “È essenziale che lo Stato brasiliano riprenda immediatamente la politica di protezione della vita e dei territori delle popolazioni indigene”, ha dichiarato il Cimi (Consiglio indigenista missionario).
Nucleare: disarmo non è debolezza. Si è tenuta a Vienna la prima riunione degli Stati membri del Trattato sulla proibizione delle armi nucleari (l’Italia era assente perché non ha ratificato il Trattato). Il Papa ha inviato un lungo messaggio. “Immorale il loro uso, ma anche il semplice possesso. L’umanità è a un bivio: fermare la corsa agli armamenti. È ingannevole e autolesionista pensare che la sicurezza di alcuni sia scollegata dalla sicurezza di altri. Non c’è posto per le armi nucleari e altre armi di distruzione di massa. La responsabilità è a livello pubblico, ma anche personale, come individui e membri della stessa famiglia umana”.
Somalia: ora la pace? Hassan Sceikh Mahamud è il nuovo Presidente della Somalia. Come primo impegno deve affrontare una drammatica siccità che ha colpito quasi 7 milioni di persone. Oltre a ciò, l’insicurezza di vivere sotto Al Shabaab alimenta l’afflusso massiccio di persone nelle città, aggravando la questione sicurezza. I giovani che arrivano non potranno mai avere un lavoro, accrescendo le file della criminalità.
“StopthewarNow” ad Odessa. La coalizione non violenta per la seconda volta - la prima fu a Leopoli in aprile - è tornata in Ucraina per 4 giorni (25-29 giugno) ad Odessa e Mykolaiv: una decina i mezzi, cinquanta le persone e quaranta le tonnellate di aiuti. Nel convoglio c’era anche mons. Francesco Savino, vicepresidente della Conferenza episcopale italiana: “Abbiamo detto agli ucraini che ci siamo, condividiamo il loro dolore, ma al tempo stesso vogliamo osare la pace”. “Non era così scontato raggiungere Mykolaiv a 15 chilometri dalla linea del fronte e dunque - ha detto p. Tonio Dell’Olio, tra i coordinatori della Carovana - è stato un risultato importante, anche perché abbiamo incontrato persone e stretto mani. La non violenza parta proprio da qui, da questa fraternità che si vive al di là dei nostri confini”.
Congo RD: venti di guerra. “La situazione è grave. Un vento di guerra e di insicurezza torna a soffiare su questa parte orientale del nostro Paese”. La denuncia è di mons. Maroy Rusengo Francois-Xavier, arcivescovo di Bukavu, capoluogo del Sud Kivu. “Il nostro sguardo si ferma sulla situazione molto critica a seguito della recente occupazione della città di Bunagana da parte dell’M23. È la storia che si ripete”. L’M23 è un movimento di guerriglia che nel 2013 aveva firmato un accordo di pace con il governo di Kinshasa, ma che di recente ha ripreso le armi. “Il popolo congolese è esasperato dall'ambiguità della comunità internazionale: la costosa missione di mantenimento della pace (MONUSCO) ha ottenuto risultati scarsi. Il governo riveda i suoi rapporti con la comunità internazionale che tratta il nostro Paese come uno Stato di seconda classe la cui sicurezza e sviluppo contano poco”.
1° settembre: Custodia del Creato. Si celebra il 1°settembre la 17ª Giornata Nazionale per la Custodia del Creato e per il tempo del Creato (1° settembre - 4 ottobre 2022). Il tema è “Prese il pane, rese grazie - Il tutto nel frammento”. Scrive la Cei: “Il pane ci sembra scontato, è talmente ‘quotidiano’ da non attirare il nostro sguardo. Non si apprezza, si usa; non si guarda, si mangia. Lo consumiamo senza badarci. Torniamo, dunque, al gusto del pane. Spezziamolo con gratitudine e gratuità, più disponibili a restituire e condividerlo con ogni essere umano che cerca di fondare la propria esistenza sul rispetto delle creature, degli ecosistemi e dei popoli.
L’iniziativa
Io dono così
Saranno 500 i giovani tra i 18 e i 30 anni che si troveranno a Bergamo, l’8-9 ottobre per l’iniziativa “Io dono così - Giovani che cambiano il mondo”. Ragazze e ragazzi arriveranno da tutta Italia per condividere e raccontare le loro storie di impegno, comporre una sorta di catalogo delle esperienze di dono e scrivere dieci lettere all’Europa. L’iniziativa fa parte dell’anno di Bergamo Capitale Italiana del Volontariato. Questi i temi su cui si confronteranno i partecipanti: ambiente e vita sulla terra; giustizia e legalità; parità e identità di genere; pace e geopolitica; salute e benessere; investire sul territorio; cultura cittadinanza e partecipazione; scelte e opportunità; esperienza del dono.
Le voci della missione
Suor Luisa e gli altri
In Nigeria non si fermano le violenze contro sacerdoti, chiese, congregazioni. Ogni settimana nigeriani innocenti perdono la vita in attacchi terroristici contro luoghi di culto, case e mezzi di trasporto, e molti sono anche i feriti o rapiti. Ad oggi risultano 900 i cristiani assassinati tra gennaio e marzo. Il Paese è alle prese con un’ondata di violenza da parte di bande armate che compiono omicidi e rapimenti a scopo di riscatto. Dal 2009, Boko Haram ha l’obiettivo di trasformare la Nigeria in uno stato islamico e la gente vive in totale insicurezza.
Ad Haiti, il 25 giugno è stata uccisa suor Luisa Dell’Orto, Piccola sorella del Vangelo di Charles de Foucauld. Da vent’anni era a Port-au-Prince, dedita soprattutto al servizio dei bambini di strada. Era nata a Lomagna (LC) il 27 giugno 1957. Da lungo tempo, i vescovi di Haiti stanno lanciando appelli e richiami sulla difficile crisi a tutti i livelli che il paese sta attraversando. Violenza e corruzione dilagano; la popolazione, sempre più povera, è ormai sfinita.
In Brasile, lunedì 4 luglio, a 87 anni, è morto il cardinale Claudio Hummes per quasi 5 decenni protagonista della chiesa in Brasile con la sua attività (ecumenismo, laici, famiglia, cultura, pastorale del lavoro e, più recentemente, Amazzonia). Il suo cammino è stato coronato dal Sinodo per l’Amazzonia e dalla pubblicazione dell’Esortazione Apostolica Querida Amazonia che confermano l’opzione per i popoli indigeni e l’impulso ad essere “Chiesa in uscita”.
Una storia speciale
P. Dall’Oglio, NO all’oblio
Era il 29 luglio del 2013 quando p. Paolo Dall’Oglio, gesuita romano fondatore della comunità di Deir Mar Musa, in Siria, spariva nel nulla. Nove anni dopo, la sorella Francesca e il fratello Giovanni hanno scritto alle massime autorità italiane per chiedere l’istituzione di una commissione di inchiesta che faccia luce sul destino del religioso. “Una commissione parlamentare d’inchiesta può essere uno strumento utile per arrivare a una verità sul destino di Paolo, anche coinvolgendo attori internazionali coinvolti nella vicenda, come i governi turco e siriano. Abbiamo un’esigenza ineludibile di verità e siamo intenzionati a percorrere tutte le strade. Per questo, ci siamo rivolti anche al Syrian justice and accountability Center, organizzazione per i diritti umani che lavora per la giustizia e la pace”.






