Il coraggio della felicità
Per la giornata mondiale della gioventù (che si celebra la domenica delle Palme, quest’anno il 13 aprile), papa Francesco ha scelto il tema delle beatitudini e in particolare, “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli! (Mt. 5,3).
Come sempre, il messaggio di papa Bergoglio va dritto al cuore: interroga, interpella, spinge a dare il meglio di noi. Riprendo alcuni brani della sua riflessione e mi piace l’idea di potergli rispondere anche a nome di tanti giovani che leggono i suoi messaggi.
''Beati vuol dire felici. Voi aspirate davvero alla felicità? Oggi si rischia di accontentarsi di poco, di avere un’idea in piccolo della vita. Aspirate a cose grandi, allargate i vostri cuori!
In voi c’è un desiderio inestinguibile di felicità e questo vi permetterà di smascherare le tante offerte a basso prezzo che trovate intorno a voi…”.
Caro papa, noi giovani non siamo sempre felici, perché attorno a noi le porte sono chiuse, il lavoro manca e pensare in grande diventa difficile, occupati come siamo da studio, affitto, mutuo da pagare… Qualcuno di noi si perde, e la prima offerta che arriva sembra porti davvero la felicità, anche se ha la “f” minuscola.
''Quando cerchiamo il successo, il piacere, l’avere egoistico e ne facciamo degli idoli, possiamo anche provare momenti di ebbrezza; ma alla fine diventiamo schiavi, non siamo soddisfatti, siamo spinti a cercare sempre di più. È molto triste vedere una gioventù sazia, ma debole”.
Caro papa, ci colpisci nel nostro punto debole. Quante volte preferiamo rincorrere il successo a ogni costo; preferiamo la chat dello smartphone a un incontro; siamo persi dentro uno schermo, intossicati da facebook e twitter; siamo multitasking eppure così soli, incapaci di relazioni autentiche, nascosti dietro a un profilo che spesso non corrisponde a ciò che siamo!
“Sono forti i giovani che scelgono Cristo, si nutrono della sua Parola e non si abbuffano di altre cose! Abbiate il coraggio di andare contro corrente, abbiate il coraggio della vera felicità!
Dite no alla cultura del provvisorio, della superficialità e dello scarto, che non vi ritiene in grado di affrontare le grandi sfide della vita”.
Caro papa, se non raggiungiamo l’obiettivo, la società ci fa sentire inutili. A noi non sono concessi fallimenti. E poi se non abbiamo qualcosa, usiamo ogni mezzo per ottenerla; altre volte abbiamo tutto, e ci annoiamo perché nei nostri progetti manca qualcosa e Qualcuno.
“Per vivere la povertà in spirito siate liberi nei confronti delle cose... Fidatevi di Dio, cari giovani! E abbiate il coraggio della sobrietà… Rimettete al centro della cultura umana la solidarietà; dobbiamo vincere la tentazione dell’indifferenza, dobbiamo imparare a stare con i poveri. Loro sono i primi che possono insegnarci tanto sull’umiltà e la fiducia in Dio”.
Caro Francesco, il bene c’è, nelle giovani famiglie che formano piccole chiese domestiche, nei gruppi missionari, negli oratori e nelle parrocchie, nel mondo del volontariato, nelle scuole, nelle associazioni…
Non è difficile per te chiedere ai giovani se si fidano di Dio; ma attento! Perché accettare di ascoltare le loro risposte può essere rischioso…
Buona Pasqua a te, caro papa Francesco! Buona Pasqua a tutti i giovani!
* Per il testo integrale del messaggio, www.vatican.va/holy_father/francesco/messages/youth/index_it.htm)







