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Il carisma della missione: La sua scelta

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"Una nuova via fu aperta allora all'operare umano, via per la quale Gesù Cristo camminò per primo, tracciandone a noi la direzione". - Beato Guido M. Conforti


Questa parola del beato Guido attinge, evidentemente, ad un'altra Parola:
"Corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli, in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l'ignominia, e si è assiso alla destra del trono di Dio". (Ebrei 12,2)

Una precisa scelta, dunque! La via della croce, che è salvezza e riconciliazione, gloria e rivelazione del volto di Dio.

Una scelta che incontra il suo momento più drammatico nella tentazione del Golgota. Gliela ripetono i passanti, i sacerdoti, i soldati, tutti: "Salva te stesso scendendo dalla croce!".
Scendere dalla croce è la nostra via, la nostra scelta. La direzione tracciata da Gesù è un'altra: la gioia di donarsi; la vita come dono, fino alla fine.
Lo aveva capito il missionario Paolo: "Noi predichiamo Cristo crocifisso, scandalo, stoltezza… Quanto a me, non ci sia nessun altro vanto che nella croce del Signore nostro Gesù Cristo".

Lo viveva Francesco Saverio: "Tutti questi pericoli e travagli, presi volontariamente solo per amore e servizio di Dio nostro Signore, sono tesori ricchi di grandi consolazioni spirituali".
Ne aveva fatto esperienza Teresa di Gesù Bambino, patrona delle missioni, che si offre "vittima d'olocausto al tuo amore misericordioso, supplicandoti di consumarmi senza sosta".

Io, missionario in Brasile, seguo il Signore (devo pur confessarlo) come gli apostoli descritti nel vangelo di Marco: andavano dietro a Lui, ma ad una certa distanza, stupiti, pieni di timore. Forse per me, e per ogni cristiano - missionario, non si tratta di arrivare a scegliere, ma almeno di accogliere.

Le croci, non è necessario cercarle, vengono da sole.

Chiediamo allo Spirito di imparare ad accoglierle con serenità, di scoprirne il valore d'amore. Perché d'amore si tratta, nascosto in ogni sofferenza, contraddizione o contrattempo.
La missione affonda qui la sua radice e da qui riceve la sua linfa vitale: nell'amore che accoglie, ringrazia, offre e risponde "sì", senza fare troppe domande, alle inevitabili croci che la vita ci offre. Incontriamo invece mille ragioni per non percorrere la "via per la quale Gesù Cristo camminò per primo".

Occorre forzarci, com'è successo a Simone di Cirene.


INTENZIONE MISSIONARIA E PREGHIERA DEL MESE

Per il clero e il laicato, i religiosi e le religiose che operano nelle terre di missione, perché vivano e testimonino con coraggio l'universale chiamata alla santità.

Padre misericordioso, tu ci fai vivere le meraviglie della salvezza. Donaci la forza dello Spirito perché riconosciamo il Signore presente nei fratelli, e testimoniamo a tutti la sua resurrezione. Amen.



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