Il carisma della missione: La madre delle genti
"Con la sua crocifissione Gesù ha riconciliata l'umanità con Dio e congiunti tra loro, in un solo vincolo d'amore, tutti i dispersi figli del primo padre".
Beato Guido Conforti
Giovanni nomina tre o quattro persone, sotto la croce di Gesù. L'attenzione si concentra su due: la madre e il discepolo. Poche parole: "Donna, ecco tuo figlio… Ecco tua madre…". Poi, "tutto è compiuto". Ha dato tutto, anche la Madre. E con lei, nuovi rapporti, nuove parentele, nuova famiglia.
Conforti parla di vincoli "cari e soavi", "stretti, solenni e sacri"; legami di fraternità, non secondo la carne e il sangue, ma creati da Dio Padre, sorgente della fraternità universale.
"Maria è madre di Dio, stretta da vincoli di sangue e di affinità con la Trinità: figlia del Padre; madre del Figlio; sposa dello Spirito Santo". Sotto la croce, nel dolore, ella diventa madre di ogni uomo e donna della terra.
Contemplo l'Addolorata. Vedo la Madre di Gesù ferita nel suo amore materno per il Figlio. Ma, io missionario, vedo nascere un'umanità nuova; vedo una moltitudine di figli e figlie che la chiamano beata. Vedo anche altri figli e figlie, che non sanno d'esserlo; che non possono vivere con la gioia d'avere una Madre.
Forse per questo Gesù grida: "Ho sete!" - drammatico invito a "riunire in un solo vincolo d'amore tutti i figli dispersi". Vocazione missionaria e mariana insieme, per "ridestare il cuore filiale che dorme in ogni uomo".
Il beato Guido mi aiuta a meditare:
"Vedetela sul Calvario, sotto la croce. Essa ci ha donato Gesù. E Gesù dona a noi la Madre sua. Da quel momento, comprese tutta la grandezza della missione che le era affidata. Da quel momento, cominciò ad amarci con amore senza pari". Amore di Madre.
"Contempliamola, soprafatta dal dolore, ma senza versar lagrime, ritta in piedi, come la donna forte del vangelo. Per l'incarnazione, Maria divenne madre dell'umanato Verbo; dalla croce, fu proclamata madre nostra. Maria, da quel momento, cominciò a palpitare per noi di più intenso affetto, perché si sentì costituita madre di grazia e di misericordia fra le ambasce crudeli di un dolore, che l'umanità non avrebbe mai più potuto obliare e che faceva esclamare al nostro Dante ingentilito: Tu, pur beata un dì provasti il pianto, - né il dì verrà che d'oblianza il copra.
Sì, l'amore è figlio del dolore e in quel momento, appunto, il Signore ha dato a lei larghezza di affetto, ha dato a lei un cuore immenso come il cielo, profondo come gli abissi del mare, perché fosse degna madre di una famiglia, di un popolo senza numero".








