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La festa bergamasca dei famigliari 2012

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L'ultima domenica di maggio abbiamo celebrato la festa dei parenti dei missionari bergamaschi. È stata una bellissima giornata, illuminata da un sole luminoso e colorata dai tanti fiori che adornano il nostro parco.

I famigliari dei saveriani e delle saveriane sono arrivati verso le 10. Il momento meno formale è quello dei saluti tra famiglie, quasi fossimo tutti una sola famiglia, amici di lunga data. Un semplice aperitivo ha scaldato meglio l'ambiente di amicizia e di incontro gioioso.

La Messa nella chiesa parrocchiale

Poi, tutti insieme siamo saliti verso la chiesa parrocchiale per la celebrazione della Messa: la nostra cappella, infatti, era troppo piccola per contenere tutti i convenuti. Ho rivolto all'assemblea due parole di benvenuto, mentre p. Mario Curione ha intonato e animato i canti con voce calda e potente.

La Messa è stata presieduta da p. Chui (si pronuncia Ciùi e sta per Jesús - Gesù); è messicano, membro della direzione generale, che ci ha fatto dono di una bella omelia missionaria sulla festa di Pentecoste. Dieci i concelebranti: oltre ai saveriani della comunità di Alzano, c'erano anche p. Giuseppe Pulcini dal Camerun,  p. Giovanni Carrara dal Burundi, p. Ulisse Zanoletti  da Parma e p. Giosuè dei dehoniani che è venuto tra noi per portare un po' di allegria durante il pranzo.

Stare insieme è già festa

Alle 13 siamo scesi di nuovo verso la nostra casa, dove ci aspettava il pranzo in fraternità. Si sono alternati momenti di conversazione familiare, sorteggi dell'estrazione a premi e interventi umoristici del clown p. Giosuè Torquati: barzellette, giochetti, indovinelli... insomma una sorpresa dietro l'altra. Abbiamo notato che gli invitati, oltre che trovarsi tra parenti, hanno il piacere di ritrovarsi con i parenti di altri missionari, con i quali hanno stretto da anni forti legami di amicizia. Per cui stare insieme è già festa!

Anni fa, quando i missionari erano più giovani - e più giovani erano anche i genitori - in queste giornate si viveva un'intensa atmosfera missionaria. Oggi, forse, c'è più consapevolezza della situazione reale della missione: i genitori, i fratelli e le sorelle vanno a trovare il loro missionario o almeno possono vederlo e parlargli ogni domenica via skype. La conoscenza della missione è più reale e così anche la famiglia partecipa in maniera più concreta alla missione del proprio caro.

Speriamo, in ogni caso, che lo spirito missionario non si spenga, ma cresca sempre più.



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