Il "CANT": Il bilancio è positivo, ma da migliorare
Il Cant - centro di accoglienza notturno temporaneo - è un progetto nato dalla volontà di aiutare i più bisognosi. È stato realizzato a Desio, presso la comunità dei saveriani. Ha aperto i battenti il 21 novembre scorso, grazie alla collaborazione dei missionari, del comune di Desio che si è impegnato a finanziare il progetto, della cooperativa Monza 2000 e del gruppo di solidarietà agli stranieri, di cui sono il presidente.
Le difficoltà non mancano
Quando il centro è stato aperto c'erano solo tre persone più il custode. Le richieste erano tante, ma era necessario attendere gli esiti degli esami clinici, obbligatori per chi fa domanda di usufruire di questo servizio. Finora ci sono stati due ricambi: una persona ha trovato una casa, mentre l'altra ha deciso di ritornare nel suo Paese d'origine.
Questa è un'esperienza che dà lo stimolo per realizzare qualcosa di più grande. Ma sarebbe bello che fosse inserita in un contesto diverso da quello religioso, e con l'aiuto dell'amministrazione comunale, che già si è dimostrata disponibile sostenendo i costi di questo progetto. Con l'appoggio delle istituzioni, infatti, sarebbe possibile creare non solo un dormitorio per i bisognosi, ma anche una mensa.
L'esperienza che stiamo facendo è certamente positiva. Ma non nascondo che ci sono state molte difficoltà, prima fra tutte, l'impossibilità di offrire agli ospiti un pasto caldo serale. Per ovviare al problema, abbiamo pensato di fornire la stanza ricreativa comune con un forno a microonde, così almeno possono mangiare qualcosa di riscaldato.
Un luogo per comunicare
Il problema grosso è che ci sono poche possibilità per gli stranieri di avere una casa o stipulare un contratto d'affitto. Questa è una difficoltà generale. È importante che le istituzioni si diano da fare per allestire centri di questo tipo, almeno nel periodo invernale, quando trovare un ricovero di fortuna è più difficile e rischioso.
Malgrado gli intoppi, dovuti anche alla novità del progetto, il bilancio è reso positivo grazie anche all'apporto dei volontari che ogni sera si alternano al centro per non lasciare sole queste persone. In questo modo, desideriamo che questo centro diventi anche un luogo di comunicazione.








