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Anno nuovo, vita nuova? La speranza, unica sorgente di gioia

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Lo sperano tutti, ma non ci crede nessuno. Col passare degli anni diventiamo sempre più pessimisti: guardiamo al tempo che sfreccia più veloce di un missile con la paura dell'ignoto.

Pochi minuti fa ho ricevuto una notizia che mi ha sconvolto. Una donna di 27 anni, mamma di una bimba di pochi mesi, felicemente sposata, appena uscita dalla Messa vespertina è andata a buttarsi sotto un treno. Nascondeva il male della depressione, un male incurabile sempre più frequente in una società che ha quasi tutto ciò che vuole, tranne il bene più grande che è la speranza, sorgente di gioia.

La speranza non delude

Ma com'è possibile avere la speranza se non si ha fede in Dio? Com'è possibile avere una fede sicura se non si prega? E come pregare se non si è nutriti dalla parola di Dio? E come nutrirsi di questa spiritualità, se ci lasciamo sommergere da una vita piena di pensieri vani, di attività senza soste, di preoccupazioni materiali, di frivoli spettacoli televisivi?

"La speranza non delude", insegna san Paolo ai suoi cristiani e il Papa ha scritto un'Enciclica dedicata alla speranza dal titolo "Salvi in spe - Salvi nella speranza". La speranza cristiana nasce dalla vera fede nel Figlio di Dio, innamorato degli uomini, nonostante le loro debolezze e peccati. La speranza non è un imbroglio, una "pia illusione", una droga che paralizza gli uomini e li rende come pecore, succubi di persone avide di soldi e prestigio. La fede cristiana non ci rende schiavi, incapaci di ribellarci e di impegnarci per una nuova società, più libera e più giusta.

Non diamo spazio alla morte

Il grande regista Mario Monicelli, qualche settimana fa a 95 anni, si è tolto la vita buttandosi da una finestra del quarto piano. Non è stata una morte eroica, né una dimostrazione di coraggio, ma piuttosto di paura della solitudine e della sofferenza. È stata una sconfitta della vita, un dolore lancinante per chi è rimasto a piangere, più triste e solo di prima. Aveva confessato: "la vita non è sempre degna di essere vissuta; se smette di essere vera e dignitosa non ne vale la pena".

Queste parole le aveva pronunciate tre anni fa in un'intervista, per giustificare il suicidio del padre, avvenuto 56 anni prima, per aver perso ingiustamente il suo lavoro. Sentendo di non aver più nulla da fare, decise di farla finita. Tale drammatico evento accaduto sotto gli occhi del giovane Monicelli deve essere rimasto inciso nella sua psiche in modo indelebile, ispirandogli il desiderio di imitarlo tanti anni dopo. Ecco cosa può avvenire quando viene meno la speranza: trionfa la morte.

All'inizio di questo nuovo anno, noi tutti vogliamo ravvivare la nostra fede, per rafforzare la nostra speranza, per non deludere la vita nostra né la vita altrui.



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