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Le interpretazioni delle religioni, Conferenza a Desio

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Il 26 novembre 2010 si è svolta a Desio una conferenza sul rapporto fra le religioni e la violenza, terzo appuntamento del ciclo: "Religioni a confronto".

Luca Alberti, studioso dell'islam, ha spiegato che il termine "jihad" ha due significati. La prima è quella di sforzo, inteso come sforzo interiore per essere un buon musulmano verso se stessi e gli altri: è il jihad maggiore. Vi è poi un jihad minore, da intendersi come guerra: guerra che va condotta secondo regole e limiti precisi.

Islam e salaam

Nella cultura e nella storia dell'Occidente, il concetto di guerra regolamentata ha portato a una codificazione nel diritto internazionale di queste norme, peraltro spesso disattese: divieto della guerra batteriologica, delle armi di distruzioni di massa, salvaguardia delle popolazioni civili. Anche nel mondo islamico ci sono stati tentativi di regolare la guerra. Il ricorso alla violenza doveva essere l'ultima scelta, quando ogni altro tentativo si fosse dimostrato vano.

Nel settimo secolo si verificò la rapida espansione militare islamica che portò in pochi decenni alla conquista del Nord Africa e del Medio Oriente. Maometto ricorse sicuramente alla guerra nel periodo che vide la conversione dei popoli della penisola araba. Peraltro, dopo le conquiste militari, l'islam non venne imposto ai popoli assoggettati. Le conversioni furono lente e graduali.

In Indonesia, il più popoloso stato musulmano del pianeta, l'islam si diffuse in maniera pacifica, tramite i mercanti che provenivano dall'India. La radice di "islam", in arabo, è la stessa della parola "salaam - pace". Per una persona che parla arabo, "islam" e "salaam" sono parole equivalenti.

Gli uomini manipolatori

Nel corso dei secoli tutte le religioni si sono prestate a letture di tipo bellico o di tipo pacifista. Padre Giovanni Gargano, saveriano salernitano e missionario in Bangladesh, ha citato Giovanni Paolo II: "Le religioni sono al servizio della pace; chi usa le religioni per fomentare la violenza ne contraddice l'ispirazione autentica".

Don Tonino Bello riconosce che la storia è piena di sangue versato dal dio di turno e che solo raramente le religioni sono state portatrici di non-violenza. Il parlamento delle religioni ha dichiarato: "La violenza delle religioni non può essere attribuita ad esse in quanto tali, ma alle azioni degli uomini che le interpretano e le manipolano".

Questo vale anche per la bibbia, ha ricordato p. Gargano. Accanto al Dio guerriero, si trovano espressioni di Dio che vuole la pace e protegge la vita (anche quella dell'omicida Caino).



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