Il cammino della formazione
La religiosità colombiana è popolare, con una buona partecipazione ai sacramenti (soprattutto dei figli) e all’Eucaristia domenicale. Non vi dico poi della settimana santa, naturalmente prima del Covid-19… una cosa impressionante! Il giovedì santo c’è una folla immensa e poi, dietro al Cristo morto, ci sono chilometri di processione.
Saremmo poco saggi se cercassimo di ridurre queste manifestazioni. Si tratta invece di motivarle, di riempirle di vera devozione e quindi di lavorare non tanto sull’aspetto spettacolare, ma sull’essenziale e nella quotidianità. E poi l’Avvento e il Natale! Si può quasi dire che anch’io l’ho scoperto qui in Colombia. Persino il Presidente del paese, nel palazzo del Nariño, fa la novena di Natale con il suo staff.
Altro momento in cui tutti si presentano è il mercoledì delle ceneri e non per un pizzico di cenere in testa. Di solito, infatti, viene formata una grande croce sulla fronte con la cenere bagnata e c’è gente che si preoccupa di tenerla bene in vista tutta la giornata. Il consumismo, purtroppo, un poco alla volta sta togliendo l’importanza a questa religiosità popolare e quindi il lavoro dei missionari dev’essere quello della formazione! Non c’è altro cammino...
Le comunità formate con il SINE, che ora sono una trentina, si radunano settimanalmente per il loro incontro di fraternità che va dalla preghiera di lode iniziale, allo studio del testo scelto, fino all’edificazione spirituale che consiste nella condivisione della propria vita quotidiana, la testimonianza e la revisione di vita in quella che è la ricerca della volontà di Dio. Se è vero che un’esperienza vale per quanto incide sulla vita della gente, affermo che il SINE è un poderoso cammino, perché i laici diventano i protagonisti nella loro vita di fede.
In particolare, ricordo il cambiamento e la crescita di tante donne che, per una certa mentalità, cultura e clima, spesso sono considerate come oggetto, tanto da assimilare facilmente loro stesse questa mentalità, senza ribellarsi. Ebbene l’incontro con Gesù Cristo cambia la loro vita, le fa crescere nella coscienza della propria dignità, arrivando a imporre una direzione nuova alla loro esistenza.
Questa esperienza non è durata solo per il tempo della mia presenza, ma continua e cresce proprio perché risponde alla ecclesiologia conciliare di una Chiesa mistero di comunione e di missione.







