Non dovrei rispondere, ma...
Carissimi,
le lettere e i messaggi ci mantengono in contatto, dandoci la possibilità di scambiare emozioni e pareri anche diversi, nel rispetto reciproco. Arriva anche qualche lettera anonima, non firmata, che andrebbe cestinata. Ma voglio fare un’eccezione. Dev’essere di un simpatico lettore - persona istruita che conosce l’uso dei P.S. e P.P.S. - che mi segue (mi pedina?) da anni e conosce perfino il mio impegno nella campagna contro le mine! Non posso pubblicarla per intero, per le espressioni “minate” che contiene.
Caro (si fa per dire) direttore,
la sua risposta all’onorevole (in aprile) trasuda moralismo dall’ultima alla prima riga... Cosa significa, per lei, che “vita, famiglia, libertà di educazione” sono valori non negoziabili? (Non le piace questo linguaggio chiaro, deciso, ultimativo?). Vuol forse dire, finire negli infiniti ricatti di chi quei valori li nega apertamente?...
P.S. - Per quanto riguarda la pace, che a lei sta tanto a cuore...
P.P.S. - Si dice che per questo governo il cammino sia un campo minato. La propongo come ministro dell’attuazione del programma, lei che di mine se ne intende.
- Auguri! N. N.
Caro (proprio così!) anonimo,
è anomalo che una lettera non firmata venga presa in considerazione. Lo faccio per rispetto a lei; un rispetto non negoziabile e fraterno. Il linguaggio “chiaro e deciso” a me piace; a lei piace il linguaggio “ultimativo”? Meglio lasciarlo a Dio, che di queste cose se ne intende di più. Sui valori, invece, sono assolutamente d’accordo: vita, famiglia, educazione... e tanti altri valori, sono non negoziabili, come non negoziabili sono le persone: tutte e ciascuna. Mi rendo conto - io con lei, caro anonimo - quanto questi valori siano messi in crisi da tendenze, proclami e politiche che remano contro. Anche la crisi di vocazioni missionarie dipende da questa profonda crisi che investe la vita, la famiglia, l’educazione, la società.
Non basta comunque affermare i valori a parole; occorre anche cercare di rispettarli.
Occorre soprattutto educare ai valori, perché vengano apprezzati, accettati e vissuti, con convinzione e con gioia. Noi cristiani abbiamo il diritto-dovere di viverli e di proporli, come ha detto papa Benedetto: “Siamo debitori di una chiara testimonianza a tutti i nostri fratelli in umanità: non imponiamo loro inutili pesi, ma li aiutiamo ad avanzare sulla via della vita e dell’autentica libertà” (ai vescovi italiani, 18.05.06).
Mi propone come “ministro”? Non la passerebbe liscia, sempre che lei rinunci all’anonimato. Grazie a Dio, le mine in Italia sono bandite. Chi ne piazzasse ancora, sarebbe un... fuorilegge. E poi, per vocazione, e non per votazione, a me è già stato affidato un “ministero” che non è soggetto a partiti né a scadenze: il missionario. Sono alla ricerca di persone capaci di orientare le politiche verso scelte che favoriscano la vita di ogni essere umano, la famiglia genuina fonte d’amore, l’educazione di tutti i bambini al mondo, il bene comune dell’umanità intera.
Spero di avere anche lei in questo importante “ministero senza portafoglio”.








