I “mi piace” dei tanti visitatori
Viva i Kayapò! L’esclamazione è risuonata spesso durante la mostra chiusa a inizio marzo sul “popolo che venne dal cielo”. Questa piccola etnia è considerata il simbolo dei popoli quasi sconosciuti che lottano per la salvaguardia del loro ambiente e, di conseguenza, per la salvezza del pianeta. Come tale abbiamo voluto presentarla alle scuole e al pubblico, riscuotendo un bel successo. Un altro grande insegnamento ricevuto è l’importanza che per i kayapò ha la parola “noi”. Le risorse, poche o tante, vanno divise equamente fra tutti gli abitanti del villaggio.
Quest’anno, invece di fornire i soliti numeri, abbiamo deciso di dare spazio alle voci dei visitatori e alle loro testimonianze.
I commenti di studenti e insegnanti
Sono stati numerosi gli studenti e gli insegnanti di ogni tipo di scuola che hanno lasciato un pensiero dopo la visita. “La mostra è stata fantastica! Questo popolo è veramente impressionante per il suo modo di vivere e di relazionarsi con la natura, sarebbe da prendere come esempio per tutti noi!”.
“La mostra ha coinvolto bambini e insegnanti. Complimenti a chi fa conoscere ai giovani un mondo diverso”. I ragazzi del liceo di scienze umane hanno detto: “Ringraziamo di questa bella opportunità per fare antropologia in modo diverso dal solito… Ci auguriamo di tornare l’anno prossimo”.
“Vi ringraziamo per la cultura e le grandi emozioni che riuscite a trasmettere. L’ottima accoglienza e la buona relazione con gli alunni rendono queste visite uniche e speciali. Grazie!”.
L’insegnante di religione della scuola media di Passirano ha detto: “Ho incontrato p. Renato Trevisan in Brasile nel 2003, ho un ricordo particolare di quei luoghi e di quelle persone, misto tra nostalgia e tristezza. Padre Renato era in mezzo alla sua gente, e lui stesso mi raccontava della grande difficoltà che i kayapò incontrano quotidianamente: sono spesso lasciati ai margini nelle grandi città, accolti con fatica dai brasiliani che li considerano come un problema. Provo nostalgia per ciò che era il mondo dei kayapò prima dell’arrivo europeo, tristezza per ciò che rimane a loro, per i loro diritti negati e la terra usurpata. Grazie ai saveriani per la testimonianza e i racconti che mantengono viva la storia e la cultura di questi popoli”.
Una mostra internazionale!
Un visitatore inglese ha detto: “Una mostra affascinante, allestita con grande preparazione e passione. Grazie per avermi insegnato qualcosa di nuovo”. Mentre un cittadino argentino ha suggerito: “La mostra è molto interessante, ma ricordiamoci che l’America non è stata scoperta, c’era già!”.
“Ho assistito in questi anni a mostre interessanti che mi hanno fatto conoscere popoli a me sconosciuti; ringrazio per l’offerta che ci porta a riflettere e a commentare su questi popoli”.
“Speriamo che l’avidità dell’uomo non distrugga ulteriormente questa nostra terra già così martoriata. La natura è nell’uomo e chi la distrugge, distrugge se stesso.
“Una mostra molto suggestiva… Interessante la loro cultura libera da ogni condizionamento industriale o tecnologico. Speriamo che le loro richieste di rispetto dell’ambiente siano rispettate”.
Da Codigoro (FE), un bambino dice: “La mostra è stata molto bella e interessante, soprattutto la maschera della scimmia”.
“Bisognerebbe avere più notizie sulle battaglie di queste popolazioni presso le istituzioni internazionali!”, ha detto un visitatore.
Queste voci (solo alcune) sono il migliore ringraziamento dei visitatori a tutti i volontari e ai saveriani.
L’appuntamento finale è per venerdì 6 maggio con la premiazione degli elaborati delle classi che hanno partecipato al concorso, collegato alla mostra.


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