I fioretti di padre Uccelli
Ricordo bene due episodi raccontati da mia madre, riguardanti le visite di p. Pietro Uccelli in ospedale a Vicenza. Desidero condividerli con tutti i lettori del mensile “Missionari Saveriani”, perché anche da questi episodi si comprende chi veramente sia p. Uccelli.
La giacca del dottore
Nel reparto di medicina dell'ospedale di Vicenza c'era una brava caposala: suor Lucetta. Lei si occupava della salute dei degenti, ma anche della moralità di dipendenti, visitatori e medici.
Un giorno, qualcuno rubò la giacca del dottore dal suo armadietto. Subito suor Lucetta cercò di indagare, fece qualche domanda mirata qua e là, ma nessuno aveva visto nessuno. Il povero dottore, che non era certo il primario, e percepiva un piccolo stipendio iniziale, era disperato: non solo aveva perduto il denaro, ma anche i suoi documenti personali e il passepartout, una chiave in dotazione ai medici che apriva tutte le porte. Non gli restava che acquistare una giacca nuova. Ma il resto?
A suor Lucetta rimase l'incarico morale di sorvegliare quella giacca, così pensò di inviare una sua infermiera di nome Giulietta Morellato da padre Uccelli con la giacca nuova del dottore per farla benedire… contro i ladri. Il buon padre accolse l'infermiera con un sorriso, benedì la giacca e volle anche benedire l'infermiera, dicendo: “Va bene la giacca, ma lei è la messaggera!”.
Passò qualche giorno e il medico trovò nel suo armadietto il portafoglio vuoto di denaro, ma con tutti i suoi documenti; dopo qualche settimana ritrovò anche il passepartout in ambulatorio con un biglietto: “Per la giacca deve aspettare, ora è freddo”.
La pettegola
Durante una settimanale visita ai malati presso l'ospedale di Vicenza, padre Uccelli ricevette una segnalazione da suor Albertina, caposala nel reparto di chirurgia. C'era una ragazza che continuava a piangere; aveva purtroppo subito una devastante operazione all'addome e aveva ricevuto una brutta notizia sull'esito.
La poveretta pensava che quello fosse il castigo divino per la sua vita un po’ disordinata. Parlò a lungo con padre Uccelli il quale assentiva e non diceva niente. La benedì a lungo e mormorò: “Dio ha pietà di chi si pente, abbi fede”.
Una vicina di letto, nella stessa corsia, arrabbiata perché non era riuscita a sentire nulla della confessione, mormorò a denti stretti: “Andrai all'inferno!”. E rivolta al padre: “Sapesse, padre, che mestiere fa!”.
Lui fece un mesto sorriso e aggiunse: “Non si giudichi nessuno, anche tu sarai giudicata. Non essere pettegola!”.







