Skip to main content

“Ho capito tante cose nuove”, A Lourdes con gli ammalati

Condividi su

Daniele è nipote di p. Vincenzo Baravalle, superiore dei saveriani in Indonesia. Ci racconta l’esperienza fatta quest’estate come volontario a Lourdes. Anche questo è un modo per vivere la missione.

Ho avuto l’occasione di accompagnare a Lourdes, per una settimana, un gruppo di malati con problemi mentali, ospiti di una casa di cura di Racconigi (TO). L’ho fatto attraverso l’Oftal, l’Opera federativa trasporto ammalati a Lourdes. Con me c’erano altri dodici giovani dai 14 ai 17 anni. Il nostro compito era assistere i pellegrini con acqua e coperte.

Ho imparato a conoscerli

Sono partito un po’ scettico perché non sapevo come comportarmi con i malati. Ero già stato a Lourdes come pellegrino, ma è stata tutt’altra cosa. Se dovessi scegliere ora, tornerei come volontario, perché come pellegrino vai per te stesso, sei più libero, non aiuti nessuno. Come volontario, invece, ti rendi utile, noti le persone che hanno più bisogno di te e che sono lì con motivazioni migliori delle tue.

Dopo un paio di giorni ho preso confidenza con i malati, ho imparato a conoscerli, a capire quanto soffrivano. Per loro, che vivono in una casa di cura tutto l’anno e che non godono di molte attenzioni, fare un viaggio era una cosa straordinaria. Se ti fermavi a parlare con loro erano contenti, semplicemente perché li ascoltavi. Se mostravi attenzione nei loro confronti, te ne erano subito grati. Anche senza parlare, fermi sulla carrozzina, ti facevano capire che erano contenti del servizio che svolgevi.

Lì è un altro mondo!

Durante il viaggio di andata, noi giovani volontari eravamo in un unico scompartimento; al ritorno, invece, abbiamo fatto il viaggio con i malati. Li abbiamo fatti cantare, giocare; è stato divertente. Loro si trovavano bene e noi eravamo contenti di fare qualcosa per loro. Una settimana è un periodo breve, ma ci è bastato per capire molte cose. Dal primo giorno siamo entrati nello spirito e, appena arrivati a Lourdes, ci siamo accorti di essere in un altro mondo. Abbiamo visto che c’è tanta gente impegnata a fare volontariato.

Anche partecipare ogni giorno ai tre incontri di preghiera con i malati, era tutto diverso. Noi volontari poi, finito il turno, avevamo altri momenti di preghiera. Andavamo a dormire verso l’una di notte, per svegliarci alle sei e recitare le lodi. Erano giornate molto piene. Non avevamo mai tempo libero per fare altro. Ho acquistato le corone del rosario da portare a casa solo mezz’ora prima di ripartire! 

Vorrei farlo 24 ore su 24

In particolare, mi ricordo la festa che abbiamo preparato per i malati. Noi giovani abbiamo curato l’animazione e li abbiamo fatti ballare. Il giorno dopo tutti ci hanno fatto i complimenti, perché erano contenti e soddisfatti. Abbiamo organizzato anche una piccola lotteria in cui tutti vincevano, ma loro non capivano come funzionava. Per questo, ogni malato fremeva con il biglietto in mano, sperando uscisse il suo numero. Quando sono stati estratti tutti i numeri, erano contenti per quei pochi premi che c’erano.

Non dimenticherò mai Alessandro, un malato del nostro gruppo. Era paralizzato, non poteva parlare. Ma riusciva a capire quanto potevano fare gli altri e si dispiaceva di quello che non poteva fare lui. Nella sua condizione si sentiva quasi inutile. Noi giovani passavamo parecchio tempo con lui. Forse siamo riusciti a sollevargli un po’ il morale.

Ho capito che basta veramente poco per far felici le persone. L’anno prossimo vorrei tornare a Lourdes come barelliere, per stare con chi ha bisogno 24 ore su 24. Prima, però, andrò di sicuro a Racconigi a trovare i miei indimenticabili compagni di viaggio.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 4581.42 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Dicembre 2018
Ho 38 anni e sono nato a Parma. Sono cresciuto in una famiglia di 6 figli e io sono il quinto. Gli altri miei fratelli e mia sorella sono sposati e h…
Edizione di Gennaio 2008
Torta, candeline e... La Misna compie 10 anni. Erano le 8,45 del 2 dicembre 1997, quando p. Giulio Albanese inserì il primo lancio sperimentale dell…
Edizione di Ottobre 2004
Tra le priorità missionarie di padre Uccelli, in Cina e a Vicenza, ce n'è una che sembra imporsi: la ricerca e la formazione delle vocazioni. Pone gr…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito