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Un pensiero preso da s. Paolo per le vacanze

Dobbiamo riconoscere che l’invito di Paolo nella prima sua lettera ai Corinzi (6, 20), cioè a manifestare la bellezza di Dio proprio attraverso il nostro corpo, non è per noi un gesto di preghiera abituale.

Pensiamo che si debba onorare Dio con il cuore, le buone intenzioni, i sentimenti elevati, non certo con il corpo. E invece sappiamo che il nostro corpo è “tempio dello Spirito”. Per questo abbiamo scelto la foto d’un passo di danza. Perché il corpo parla e poche persone come i ballerini e i mimi sanno esprimersi con il corpo, sanno far parlare il corpo.

Parlare con il corpo è esperienza quotidiana per ognuno di noi.

Pensiamo all’imbarazzo che talvolta manifestiamo nel chiuso dell’ascensore quando non vogliamo incrociare lo sguardo sconosciuto di chi ci sta di fronte. Pensiamo alle diverse posture del corpo con le quali esprimiamo estraneità, disagio, avversione oppure disponibilità e apertura nei confronti del nostro interlocutore. Il corpo parla. Quanta tenerezza può essere trasmessa attraverso il corpo, una stretta di mano, una carezza, un abbraccio. E attraverso il corpo l’uomo e la donna si trasmettono amore, fedeltà e comunicano il dono della vita.

È singolare come l’esperienza del corpo sia decisiva anche nel cammino di fede.

L’alleanza tra Dio e il suo popolo si esprime come vincolo sponsale; l’amore umano è rivelativo dell’amore di Dio. Dio vuole farsi conoscere attraverso la realtà dell’amore umano, la sua tenerezza, la sua fedeltà. Perché spesso la Bibbia presenta i rapporti tra Dio e il suo popolo come un vincolo di amore e il peccato come infedeltà e adulterio? Perché l’alleanza è descritta come tempo di fidanzamento e di sposalizio? Perché il regno di Dio è spesso presentato attraverso l’immagine della festa di nozze? Perché Gesù si presenta come lo sposo? Non siamo di fronte solo a immagini suggestive.

Nella Bibbia c’è un libro bellissimo, il Cantico dei Cantici, che è la descrizione poetica dell’amore dell’uomo e della donna. Anche questo libro è “Parola di Dio” cioè rivelazione del mistero di Dio. Più profondamente queste immagini ci dicono che in ogni rapporto di amore, amore dell’uomo per la donna, amore trasmesso attraverso il corpo, brilla qualche cosa del mistero stesso di Dio. L’amore umano rivela la tenerezza di Dio.

Il corpo non è solo una macchina stupenda e delicata, insieme di organi, espressioni di bisogni fisici, materiali. La persona è tutt’uno, corpo e anima inseparabilmente. Un medico racconta il caso di un bimbo che rifiutava il biberon dal momento che la madre, a seguito di una malattia, aveva dovuto interrompere l’allattamento. Solo mettendolo a contatto con un indumento impregnato dell’odore della madre si riuscì a nutrire quel bimbo. Possiamo dire che quel bimbo – ogni bimbo – non si nutre solo del latte materno della madre, del suo contatto fisico, del suo profumo. Mancando questa relazione con la madre il bimbo arriva a rifiutare il cibo fino a compromettere la sua sopravvivenza.

Analogo il caso, purtroppo non infrequente, soprattutto nell’adolescente, di coloro che rifiutano di nutrirsi perché cercano disperatamente una migliore qualità di rapporto con la famiglia, i genitori. Si può arrivare a mettere in pericolo la vita se mancano valori significativi per vivere.

Davvero l’essere umano è una unità, io non ho corpo, sono il mio corpo.


Il corpo: scialuppa
che ti salva
sull’oceano del Nulla...

Cristo, corpo di Dio,
coscienza della Terra,
figlio della Bellissima,
nostro ultimo esistere...

Nostro corpo
cattedrale dell’amore,
e i sensi
divine tastiere.

  • David Maria Turoldo, “Canti ultimi”


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