Gli studenti saveriani e il CIAC
Forse vi starete chiedendo da subito cosa sia il CIAC? È una Onlus di Parma (Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione Internazionale), presente sul territorio sin dal 2001, che accoglie e aiuta ad integrarsi i più dimenticati tra gli immigrati che arrivano in questa città.
La nostra comunità dello studentato dei Missionari Saveriani di Parma è una comunità internazionale in cui un gruppo di giovani, spinti dall’amore di Cristo, dopo avere finito gli studi di filosofia e il noviziato alla vita religiosa e comunitaria, lascia i propri paesi e culture e si prepara - attraverso gli studi di Teologia - all’annuncio del Vangelo, per chi ancora non conosce Gesù o l‘ha dimenticato. Siamo una comunità interculturale, chiamata a mettere le ricchezze delle nostre diversità al servizio dei più bisognosi. Ed è per questo che ogni lunedì svolgiamo un’attività solidale in diversi ambiti.
Io, che sono di origine burundese, insieme a Jean-Bertin (congolese), dedichiamo questo momento prestando il nostro servizio ad alcuni giovani che sono stati accolti dal CIAC. Le persone che incontriamo provengono da diverse parti del mondo e giungono per svariati motivi in Italia. Il primo grande problema che devono affrontare è quello dei documenti. I Missionari Saveriani hanno messo a disposizione uno degli ambienti della Casa Madre affinché si potesse svolgere questo tipo di accoglienza. Il nostro servizio come studenti è quello di aiutare ed accompagnare i giovani soprattutto nello studio della lingua italiana, perché possano gradualmente inserirsi nella società.
Arrivati a Parma, portano sulle loro spalle tante realtà vissute e tante storie diverse, spesso dolorose. Alcuni hanno vissuto e cercato fortuna in altri Paesi. In alcuni casi vivono il trauma per aver perso qualche loro caro durante il viaggio e il senso di colpa per non avere avuto neanche la possibilità di poterli assistere. Non manca chi racconta di aver subito torture fisiche e morali. In generale, sono segnati profondamente dal dolore per la separazione dalle loro famiglie, senza i figli, le mogli, e spesso con la mancanza di una prospettiva futura.
Noi, non abbiamo un aiuto materiale da offrire loro, ma ci accorgiamo che anche il semplice mettersi in ascolto per capire il loro dolore è già un sostegno. Infatti, a volte si sentono incompresi e allontanati da molti. Questo è il nostro piccolo contributo, per continuare ad aiutare chi è stato meno fortunato di noi!







