Gli angeli esistono: da Goma, inghiottito dalla lava
Era la sera del 15 gennaio. Padre Pierluigi Sartorio stava finendo la Messa, quando delle persone sono andate ad avvertirlo di partire in fretta, perché la lava del vulcano Nyiragondo stava avanzando in città. In fretta e furia, e senza prendere nulla, lui e le due laiche che erano con lui (Luisa Flisi e Antonina Lo Schiavo) sono partiti. Le laiche con il loro veicolo, il padre con quello della Comunità già carico di gente.
Subito si sono trovati dentro una fiumana di gente impaurita: grandi, piccoli e anche animali, tutti che cercavano di farsi strada per scappare più velocemente degli altri. In due ore avevano percorso meno di tre chilometri.
Nel buio della notte, illuminata solo dai bagliori della lava e dai fari delle macchine che ancora avanzavano, hanno deciso di abbandonare il veicolo per continuare a piedi.
Nell’aria calda, infestata di zolfo e di polvere, tra le grida della folla presa dal panico, due uomini robusti si sono accostati a p. Pietro e vedendolo in difficoltà gli hanno detto: "Ti riconosciamo! Tu sei il nostro Padre! Fino ad ora, tu ti sei occupato di noi aiutandoci. Ora siamo noi a poter aiutare te!". Erano due reclusi della prigione di cui p.Piero era il cappellano.
Sostenendolo per le ascelle e sollevandolo di peso, quando occorreva, lo hanno accompagnato fino alla porta di casa del parroco di Gisenyi in Rwanda dove sono arrivati a mezzanotte, stremati ma salvi. La Casa di Goma è stata inghiottita dalla lava.
In questi giorni p. Vavassori, che vive a Bukavu, ci aggiorna della visita fatta a Goma, dove i tre profughi sono rientrati:
"Sono stato accolto dalle due volontarie italiane, Luisa e Antonina, ancora in cerca di alloggio. La città? Una desolazione: una striscia di lava larga fino ad 800 metri ha attraversato tutto il centro della città, portandosi via chiese (la cattedrale: così pure la bella chiesa dei padri Caracciolini, appena costruita), scuole (si dice che ne siano partite 40), case, magazzini, depositi. Distruzione completata dai vari saccheggi. La nostra casetta? Sepolta dalla lava.
La scena è apocalittica. Ma a tutto questo fa riscontro un coraggio, una voglia di vivere, uno spirito di adattamento della gente che è incoraggiante per una pronta ripresa".








