Un vero compagno di viaggio
In Camerun, lo scorso 21 ottobre, nel tragico incidente del deragliamento del treno Yaoundé-Douala, ha perso la vita p. Carlo Girola, insieme ad altre duecento persone. P. Carlo aveva appena salutato gli studenti e la comunità della teologia internazionale di Yaoundè. A Douala lo attendeva il giovane confratello indonesiano p. Washington Hendra. Insieme, avrebbero partecipato al Convegno internazionale degli economi, programmato in Italia.
Dopo il Convegno, p. Carlo era atteso a Oltrona S. Mamette, suo paese nativo, per incontrare i suoi cari e per presiedere la Messa nella solennità dei Santi.
Sereno, forte, felice e deciso
La notizia della morte di p. Carlo è giunta in Italia a singhiozzo, a causa delle difficoltà dei primi soccorsi e del riconoscimento delle salme. Il Signore ci ha dato un briciolo di tempo per preparare il cuore e la mente al più tragico dei risvolti.
P. Carlo era molto conosciuto nella diocesi di Milano e in quella di Como. Dopo l’ordinazione sacerdotale nel 1982, parte per la missione del Camerun-Ciad, dove trascorre ben 25 anni.
Dotato di una squisita sensibilità umana e spirituale, era un missionario nato. La sua grande passione era l’attività pastorale in mezzo alla gente.
Nel 2007 è consigliere generale. Al termine del mandato, chiede di far ritorno in Camerun, dove aiuta nella formazione dei teologi e nell’animazione missionaria. Carlo era un uomo sereno e forte, un missionario felice e deciso.
In viaggio anche in Paradiso
Viaggiava molto e aveva scelto di farlo con i mezzi pubblici, insieme alla gente semplice e povera del Camerun-Ciad. In una lettera indirizzata al Centro missionario di Como (gennaio 2006) scriveva così.
“Sto accompagnando il superiore generale in tutte le comunità saveriane del sud del Camerun. Questo paese, bello per le sue ricchezze naturali e ricco di gente che lavora, non riesce a decollare. Le infrastrutture si degradano: frequenti interruzioni di luce e di acqua, corruzione dilagante, militari e varie polizie sulle strade a togliere dai miseri portafogli della gente i pochi soldi in loro possesso. Da Bafoussam a Douala ci sono 21 “fermi di controllo” e altrettante piccole tangenti da lasciare. Ti può capitare di tutto, anche attendere un treno che non arriverà mai o di passare due notti dentro una carrozza, in piena foresta, perché il treno che viaggia davanti (la ferrovia ha un solo binario...) ha deragliato…”.
Lo pensiamo in viaggio anche in Paradiso. Lo pensiamo mentre, ancora una volta, predilige i mezzi pubblici, insieme a chi viaggiava con lui sul treno deragliato il 21 ottobre. Ora, finalmente liberi da ogni pericolo, possono scambiare ancora qualche parola.








