(di Luisa)
Sono passati ormai dieci anni dalla scomparsa di p. Graziano Rossato, saveriano vicentino. Scriveva: “…..cosciente che senza Dio non si può fare niente, cercherò di stare con Lui, di lavorare assieme a Lui, chiedendo luce e forza per portare a chi ancora non li conoscono, i frutti della sua redenzione”.
È con queste parole che chiese di iniziare la sua vita di uomo religioso, diventando poi per sempre sacerdote missionario, nella consapevolezza totale che la via dell’amore è umiltà e servizio. Ha percorso questa via nella carità, nelle periferie esistenziali, seminando speranza e sorriso fra i fratelli della sua amata terra di missione - la Sierra Leone - dove è rimasto, quasi ininterrottamente, per 33 anni.
Amato da tutti in Sierra Leone e a Vicenza
Lo ricordiamo anche come scrupoloso insegnante-educatore. Non perdeva mai una lezione con i suoi ragazzi, manager factotum, come diceva lui, di due scuole (circa 150 ragazzi). Un lavoro entusiasmante e infinito, ma fatto con impegno, gioia e soddisfazione.
Prestava volentieri il suo apostolato nei vari villaggi, accogliente e pronto ai bisogni della comunità, sempre con il suo sorriso, mai pessimista.
Riusciva a essere critico, anche severo, ma facendo sempre emergere il lato positivo della situazione.
Anche la comunità di Cicogna - suo paese natio - lo ricorda ancora come il “proprio padre missionario”, amato da tutti e così presente nel cuore e nella mente di ognuno.
Un sorriso che ci faceva bene
Quando tornava, portava la missione con sé, sensibilizzando l’animo di tutti. Animava volentieri le Messe, passava a salutare le famiglie della parrocchia, coinvolgendo grandi e piccoli con il suo costante sorriso.
Ma anche quando era lontano, in missione, non mancava mai una lettera nei momenti forti della liturgia, Natale e Pasqua, rivolta a familiari, amici e benefattori. Portava a conoscenza la situazione in cui viveva - talvolta difficile e pericolosa - e contemporaneamente faceva catechesi: semplice, forte e profonda.
“Avevo fame e sete… quello che fate ai più piccoli…”, citava nella sua ultima lettera, che aveva già preparato quando il 2 dicembre 2006, a Freetown, la morte lo colse improvvisamente. Vogliamo allora ricordare p. Graziano con le parole scritte sulla sua tomba a Makeni:
“Sei stato un uomo di fede; grazie per il sorriso, che ci faceva bene”.