L’impegno per la riconciliazione e le famiglie
Il 60° anniversario della presenza dei Saveriani in Burundi è un impulso per tutta la Chiesa locale. Era il 1964 quando i primi missionari Saveriani sono arrivati nel Paese dopo un lungo periodo di espulsione dalla Cina. L’azione che ha sempre caratterizzato la missione burundese è stata la riconciliazione e il perdono delle varie istanze della nazione, la considerazione dell’apostolato sulla famiglia, il rafforzamento della vita cristiana nelle comunità di base viventi, con un grande impegno per la difesa dei diritti umani e nello sviluppo.
Il processo di riconciliazione e di perdono è un campo di lavoro che ha coinvolto non solo gli sforzi della Chiesa burundese, ma anche quelli delle organizzazioni politiche. Il Burundi oggi ha ancora bisogno di protagonisti di riconciliazione. Questi attori provengono in gran parte dalla Chiesa che ha il ruolo di “Pastore” e di guida nel Paese. I missionari Saveriani hanno contribuito molto allo sviluppo del processo di riconciliazione.
Oggi, la Chiesa burundese ha fondato un centro di riconciliazione nella città di Bujumbura, sulla collina di Kiriri, per favorire il riavvicinamento tra il popolo burundese e le sue istituzioni. La stessa Conferenza Episcopale ha stabilito un programma quinquennale di riconciliazione (2020-2025) per far sentire il suo impatto sulla vita dei burundesi. Questo campo deve ancora essere coltivato per produrre frutti sostenibili e duraturi.
Un altro settore di impegno pastorale è quello della famiglia e il rafforzamento della vita cristiana nelle Comunità ecclesiali viventi di base. L’amore di Cristo che spinge alla missione, rimane un leitmotiv che spinge gli uomini e le donne ad unirsi attraverso vincoli matrimoniali. Con l’attenzione alla famiglia è cresciuto anche l’appartenenza alla comunità di base che ha costituito un fattore importante nell’organizzazione ecclesiale del Paese. Questa organizzazione ha favorito la responsabilizzazione di cristiani e cristiane laici nella pastorale sul territorio.
L’anniversario dei 60 anni di presenza saveriana in Burundi sta dando molti frutti. Ci sono parrocchie e infrastrutture fondate e consegnate alla Chiesa locale dai Saveriani. Innumerevoli sono i sostegni al progetto di sviluppo della Chiesa locale. Molte sono le vocazioni sacerdotali, religiose maschile e femminili suscitate. Tutte mostrano la vivacità dell’azione dello Spirito. Non possiamo dimenticare la grazia di santità ricevuta nei sessant'anni trascorsi dai nostri compagni martiri della Fraternità di Bururi e di tutti i martiri che hanno testimoniato al prezzo della vita la fede nel Cristo risorto e della fraternità universale.
Mentre i missionari Saveriani lavoravano per promuovere il clero locale, il Capitolo Generale del 2001 risvegliava la consapevolezza della necessità di aprire le porte alla formazione saveriana dei candidati locali. Attualmente, una commissione di animatori sta lavorando in sinergia per far conoscere il carisma saveriano nei quattro angoli del Burundi. Una novità arricchente è la presenza di un laico saveriano nella commissione dell’AMV che organizza incontri di discernimento vocazionale missionario, soprattutto durante le vacanze, ed incontri mensili che aiutano i giovani ad approfondire il carisma saveriano.







