Gli acquarelli di Giorgio Mori
Le buone tradizioni non si smarriscono mai. Tenace, infatti, è l'amicizia del pittore cremonese Giorgio Mori con i missionari saveriani di via Bonomelli 81, fiorita negli anni in cui la comunità godeva della simpatica presenza di molti padri, tra cui p. Angelo Scaglia. Si deve a lui l'idea avuta dall'artista di donare tre dei suoi quadri più significativi: un Cristo Crocifisso, il santo vescovo Guido Conforti, fondatore dei saveriani, e il padre Scaglia, originario di Robecco d'Oglio, missionario di una sola stagione, quella nella Cina di Mao degli anni cinquanta.
L'amicizia con p. Scaglia
Il Crocifisso è destinato a essere venerato nella chiesa della casa saveriana di Cremona: è un acquarello di valore, in cui il dramma della passione è rivissuto in tutta la speranza della risurrezione.
Il ritratto di mons. Conforti coincide con la data della sua canonizzazione, prevista a Roma il 23 ottobre, quando si celebra anche la giornata missionaria mondiale.
Il terzo rievoca la figura di padre Scaglia, che i cremonesi hanno conosciuto bene negli anni in cui è stato gradito ospite della nostra città. La sua presenza, sempre cordiale con tutti, gli aveva procurato anche la magistrale attenzione di un altro artista del pennello - Massimiliano Gallelli - che aveva donato alla pietà dei cremonesi un primo ritratto del vescovo Conforti, in una celebre tela in cui il fondatore è raffigurato in abiti prelatizi.
Sentimenti ed emozioni
Tra le schede più recenti dell'artista Giorgio Mori, vanno segnalate quella stilata da Luciano Carini nel 2010 per la mostra personale nella città di Piacenza, intitolata "Rovistando nello studio del maestro", e quella di Tiziana Cordani per la mostra allestita nei mesi di maggio-giugno di quest'anno nella città di Verona.
Scrive Carini: "Nato a Padova nel 1930, ma trasferitosi fin da bambino a Cremona, Mori è considerato artista cremonese soprattutto per il suo impegno prolungato e costante in una lunga serie di attività culturali, prima nel gruppo artistico ‘Leonardo', poi come fondatore e presidente dell'associazione Artisti Cremonesi".
La Cordani nella scheda veronese scrive: "Dedito all'arte pittorica, riesce a sintetizzare, in stile personalissimo, la pittura veneta, utilizzando il colore azzurro, il verde e il rosa... Mori unisce la pittura accademica dal vero alla sua realtà interiore fatta di sentimenti ed emozioni".
Questo è l'autore dei tre doni, segni di un'amicizia che non si smarrisce mai. Irripetibile.









