Fratel Tosatto, mani di pura carità
P. Ermanno Ferro ha ricordato il confratello e compaesano fratel Renato Tosatto, tragicamente scomparso il 22 maggio.
Desidero esprimere un GRAZIE a Dio per il dono della vocazione missionaria che ti ha dato, quando eri in piena attività lavorativa. A fine luglio 1985, tu eri tra i giovani di Mortegliano (paese di cui siamo originari in tre Saveriani: p. Mattiussi, io e te) che mi salutavano in una serata di fraternità prima della mia partenza.
Subito dopo, quando ero già in Amazzonia, hai iniziato a scoprire la tua vocazione missionaria, parlando con mamma Teresa, con altri giovani di Mortegliano, con i Saveriani di Udine (in particolare p. Claudio Bortolossi), scrivendomi lettere in Brasile… Tutto questo era un aiuto per me: sentire la vicinanza della mia comunità. Poi, hai deciso di entrare tra i Saveriani, concludendo la formazione con la Professione Perpetua a Roma, in San Paolo Fuori le Mura, il giorno dopo la beatificazione di mons. Conforti, nel maggio 1996. In quel giorno erano presenti vari compaesani sempre a te vicini.
Sei stato destinato al Camerun-Ciad, dove hai testimoniato il Regno di Cristo tramite le opere di misericordia. Le tue mani sono state pura carità ed il tuo paese ti è sempre stato vicino con il pensiero, con la preghiera, con infiniti mezzi materiali trasmessi attraverso il Gruppo missionario di Mortegliano. Grazie Renato, per essere stato questo tramite caritativo.
Sei stato richiamato in Italia, Economo della Casa Madre a Parma, un compito arduo e carico di responsabilità. Tante volte, viaggiando insieme verso Mortegliano, ti ripetevo: “Pazienza, Renato, pazienza”. Forse non ne avevi più e Dio ti ha voluto con sé. Grazie, Renato!







