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P. Johnny Morgan, credere oggi è una scelta di vita

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Da quasi un anno, p. Yohanes Morgany è in Friuli, impegnato nella collaborazione pastorale di Buttrio-Pradamano. L’abbiamo intervistato.

Come è iniziato il tuo cammino di fede?
Non è facile trovare il punto di partenza. Sono nato e cresciuto in una famiglia cristiana, educato con quei valori che ho ritrovato negli anni della scuola. Dopo le medie, mi sono trasferito in città, a Labuan Bajo, per continuare le superiori al Sant’Ignazio di Loyola. Frequentando con i seminaristi, ho conosciuto tanti ordini religiosi. Io non avevo l’idea di entrare in seminario, perché volevo fare l’università con i miei amici. L’ultimo anno è arrivato un missionario e ci ha parlato della sua vita in giro il mondo ad annunciare il Vangelo. Questa idea mi ha colpito! Poi, negli anni di formazione, ho capito meglio il significato dell’andare e girare il mondo. È stata la semplicità di Dio a chiamarmi.

Quali i momenti chiave nella tua formazione?
Prima di entrare in seminario dai Saveriani conoscevo poco la vita consacrata. Un po’ alla volta, mi sono incuriosito ed interessato sempre di più dell’esperienza dei missionari. E anche i miei amici sono stati un aiuto per capire la mia scelta. Ricordo bene quando p. Daniele Cambielli mi ha messo nel cuore che Dio è Amore. È diventata la base fondamentale del mio cammino. La gratuità del Signore mi spinge a realizzarmi come dono gratuito per gli altri. Il secondo momento è quando Gesù ha chiesto a Pietro di seguirlo. Lo sguardo dell’amore cancella tutto, perché quello che conta è il futuro. Un’ultima cosa determinante è la convinzione che la vita sia un dono. Ed io cerco di essere un dono per gli altri.

Le sfide che affronti ogni giorno…
Quella generale, soprattutto qui in Europa, è che la religione e la fede cristiane non sono più considerate punto di riferimento per tutti. Far parte della società non significa automaticamente appartenere alla Chiesa. Credere o avere fede in Dio oggi è una scelta di vita. Ritengo che la collaborazione pastorale sia un’opportunità e nello stesso tempo una sfida. Ci vuole il tempo per realizzarla, perché ogni parrocchia, ogni paese è abituato ad una certa tradizione. 

E i giovani?
In questo primo anno sto imparando e cercando di capire la realtà giovanile. Cerco di essere presente, di collaborare nell’attività formativa, negli oratori e nel catechismo, di accompagnare i giovani nella partecipazione alle attività della diocesi.

Il futuro della tua parrocchia è…?
Sogno una parrocchia coinvolgente, una comunità nella quale i suoi membri si sentano accolti come parte vitale e operativa della comunità. La partecipazione dei fedeli nel costruire la comunità è molto importante. Immagino una realtà di comunità in cui vengono accolte le differenze, trasformando la Chiesa e superando il “si è sempre fatto così”. L’idea della collaborazione pastorale è un progetto grande, ci vuole tempo per realizzarlo, perché bisogna trasformare il modo di fare e vivere la realtà odierna.

Quali sono le iniziative future?
Per i giovani sarebbe importante vivere un’esperienza missionaria fuori dalla nostra comunità. Conoscere altre culture ci fa crescere e avere un’immagine diversa del mondo. Mi piacerebbe che capissero l’importanza di non pensare solo a sé stessi.

Hai incontrato difficoltà in Friuli?
Prima di tutto ringrazio Dio perché mi ha mandato in questa terra dove la gente mi ha accolto bene. La lingua è una sfida, perché mi sento quasi escluso quando qualcuno parla in friulano! La presenza e la vicinanza con le persone mi aprono la porta ad una condivisione di vita con i valori del Vangelo.

Cosa vuoi portare della tua cultura?
In Indonesia, una ricchezza è la multiculturalità. Per noi vivere nella diversità è una bellezza. “Unità nella diversità” non è solo uno slogan, ma la base della nostra vita. Ecco, porterei la bellezza della fraternità nel vivere insieme senza indifferenza. Questa realtà è in armonia con il messaggio del Vangelo che non esclude nessuno e la trasferirei ovunque sia chiamato ad essere missionario, a cominciare dal Friuli.



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