Festa del Saverio in Romagna
Lo scorso 3 dicembre, per celebrare la giornata di spiritualità missionaria con i sacerdoti, è stato invitato a parlare p. Eugenio Pulcini, missionario nelle Filippine e attualmente consigliere generale dei saveriani. Nella sua riflessione egli ha svolto vari temi.
“Svegliare il mondo!”
In questo anno dedicato alla vita consacrata, papa Francesco invita i religiosi a “svegliare il mondo”. Svegliare il mondo con la terapia dello shock tramite la nostra vita religiosa. Noi corriamo il rischio di addormentarci con il mondo se non facciamo attenzione alla fede cristiana per superare l’indifferenza religiosa.
San Francesco Saverio ricorda a tutti noi la nostra vocazione missionaria, per cambiare il cuore dell’uomo. La chiesa e il mondo si aspettano da noi che siamo dei veri innamorati di Gesù. Se non lo siamo, cosa possiamo raccontare agli uomini di oggi? Senza amore non riusciremo a “svegliare il mondo”.
Il male si vince con il bene
Le tre sorelle saveriane - Olga, Lucia, Bernardetta - uccise recentemente in Burundi (7 settembre 2014) avevano affidato la loro vita al Signore nel servizio del vangelo. Sorprende la violenza brutale della dinamica dell’eccidio: un vero piano di morte contro le tre missionarie.
Quest’anno noi saveriani ricordiamo anche i 50 anni del martirio di tre missionari in Congo, nel 1964: p. Carrara, p. Didonè e fr. Faccin. Hanno testimoniato l’amore di Cristo e della chiesa con il prezzo alto della propria vita. Noi facciamo memoria dei martiri senza esultare, ricordando che il bene è più tenace della violenza. Nessuno di loro aveva scelto la fine, ma tutti avevano promesso di offrire la vita al servizio dei fratelli.
La tragedia dell’Ebola
Come ben sapete, l’epidemia del virus Ebola in Serra Leone costituisce ancora un serio problema. I nostri missionari devono agire con molta prudenza e precauzione. La malattia, infatti, impedisce il contatto umano, per evitare il contagio. La rapida diffusione è dipesa anche dal ritardo con cui le organizzazioni internazionali si sono mosse, oltre che dall’ignoranza e dalla superstizione.
Un grave problema sono le persone e le famiglie costrette all’isolamento per quarantena, che hanno estremo bisogno di assistenza alimentare, psicologica e sanitaria. In questa direzione si stanno adoperando i nostri missionari, recando cibo, vestiti, medicinali di base e, soprattutto, il conforto della speranza.
“Nasce e rinasce la gioia”
Il vescovo di Cesena mons. Douglas ha presieduto la celebrazione della Messa. Nell’omelia, egli ha ricordato che ha avuto l’opportunità di pregare sulla tomba di san Francesco Saverio a Goa, in India. In una lettera a Ignazio, Saverio scrive: ”Da quando sono arrivato qui non mi sono fermato un istante; percorro con assiduità i villaggi, amministro il battesimo ai bambini che non l'hanno ancora ricevuto… Nella nostra missione siamo fragili come vasi di creta, ma portiamo a tutti la conoscenza di Dio, fino alla morte”.
Portare il vangelo fino ai confini della terra: questa è la missione della chiesa e di tutti i cristiani. E dobbiamo farlo con gioia, come ci dice papa Francesco:
“La gioia del vangelo nasce dall’incontro con Gesù, che ci libera dalla tristezza individualista e dalla coscienza isolata. Con Gesù sempre nasce e rinasce la gioia”.
In sintesi, la festa di san Francesco Saverio con i vescovi e i sacerdoti della Romagna, anche quest’anno è stata una giornata con molte e profonde riflessioni, come lo richiedono le sfide del tempo che viviamo.







