Maria e le speranze del Brasile
Riflessioni di un saveriano cremonese
Padre Gabriele Guarnieri si trova in Italia per un periodo di vacanza e di studio. Frequenta un corso di formazione in una università di Roma. Qui descrive la situazione del Brasile dove è missionario.
La violenza è purtroppo uno dei grandi drammi di questo popolo così ricco di umanità, di fede e di coraggio. Ogni anno muoiono circa 50 mila persone uccise nelle case, nei negozi, per strada, di notte e di giorno. È una cosa molto triste!
Il Brasile ha 170 milioni di abitanti. Potrebbero vivere bene, data la grandezza del Paese e la quantità delle risorse. Invece, 20 milioni di persone vivono nella miseria assoluta e 30 milioni di poveri riescono a sbarcare il lunario con un euro al giorno. D’altra parte, una persona su cento è straricca e gode di stipendi, possedimenti e ricchezze enormi.
Tra crisi e impegno per il futuro
C’è un grande sforzo politico in atto. Il presidente Lula sta cercando di convincere il Brasile che le cose miglioreranno, che il tempo della paura è finito, che il peggio è passato… Sono stati lanciati grandi progetti a favore dei poveri: fame zero, analfabetismo zero, primo impiego per i giovani disoccupati, energia per 2 milioni di famiglie…
Tanti si interrogano: si realizzeranno le speranze? Quale modello, quali idee forti faranno da locomotiva del Paese nei prossimi anni?
Certo, dal punto di vista culturale, artistico e musicale, il Brasile è ricchissimo. Oserei dire che esporta cultura, nutrita da una forte stima di sé e da valori sociali che molti ammirano ed apprezzano. Ma quando pensiamo al livello di istruzione, alla situazione igienica e sanitaria, alle infrastrutture sociali…, allora si capisce perché un Paese come il Brasile, che è al 12° posto nel mondo per il prodotto interno lordo, sia al 72° posto per la qualità della vita.
Le famiglie vicine pregano insieme
Anche in Brasile, maggio è il mese di Maria e del rosario nelle case. Per cinque anni ho lavorato nella parrocchia di Piraju, con una popolazione di oltre 30 mila abitanti. In parrocchia ci sono circa 300 animatori di quartiere che accolgono nelle case gruppi di persone, la sera durante la settimana, per recitare il santo rosario. La parrocchia prepara un libretto apposta per la meditazione e la preghiera.
La presenza di donne e bambini, di giovani e adulti, trasforma le case in veri e propri spazi ecclesiali dove le famiglie della stessa via mettono in pratica la ricchezza dell’ospitalità verso il prossimo e si conoscono di più.
Così sentono la gioia di essere chiesa missionaria, popolo di Dio in cammino. Crescono anche nell’impegno di vivere il vangelo con Maria, nel silenzio e nell’ascolto, nella compassione e nella fedeltà, nella dolcezza e nel coraggio.
Maria continua a ispirare la chiesa
L’esperienza di dedicare il mese di maggio a Maria è diffusa quasi dovunque in Brasile. In questi ultimi tempi sono sorte varie sette evangeliche schierate contro la dottrina e i sacramenti della chiesa cattolica.
La tradizione missionaria mariana, però, è diventata ancora più importante ed efficace. Perché chi ama l’Eucaristia, chi rispetta il Papa e chi riconosce la presenza di Maria nel piano di salvezza del mondo, difficilmente si lascia influenzare dalle sette, si distacca dalla religione cattolica o abbandona la comunità parrocchiale.
Ancora una volta, come sempre, il sì di Maria a Dio Padre sta illuminando e ispirando i cristiani del Brasile, la nostra chiesa, la vita missionaria e i popoli del mondo intero.








