Bambini nel mondo: un piccolo Eroe
Iqbal, un ragazzo pakistano
Chi era Iqbal? Aveva appena quattro anni quando suo padre lo vendette come schiavo a un fabbricante di tappeti ottenendo in cambio 12 dollari.
Fu l’inizio di una schiavitù terribile: Iqbal lavorava legato a un telaio e le sue manine intrecciavano veloci i nodi dei tappeti, uno dopo l’altro, per dodici ore al giorno, senza paga, maltrattato e senza mai nessuno che gli facesse una carezza.
Quando aveva nove anni, nel 1992, incontrò una persona che lottava per abolire il lavoro dei bambini, gli raccontò la sua triste storia di piccolo schiavo e l’uomo lo portò via con sé.
Iqbal, con il suo visino minuto, le orecchie grandi e la carnagione scura, cominciò a parlare nei congressi, girò per il mondo diventando un simbolo dello sfruttamento dei minori.
"Da grande – diceva Iqbal, e i suoi occhi lucidi e neri brillavano – voglio diventare avvocato e lottare perché i bambini non lavorino troppo". Ma la sua libertà durò poco: il 16 aprile 1995, mentre a 12 anni correva in bicicletta, qualcuno gli sparò un colpo di pistola, spezzando il suo sogno di diventare adulto.
"È stata la mafia dei tappeti", diranno poi i suoi amici, incolpando i fabbricanti senza scrupoli che si sentivano minacciati dalle denuncie di Iqbal.








