Festa dei popoli a Taranto
Lo scorso 24 maggio nella concattedrale di Taranto è tenuta la quinta "festa dei popoli". L'ha organizzata l'ufficio diocesano "Migrantes" con la collaborazione delle diverse etnie che vivono nella diocesi, i missionari saveriani, la Caritas, l'ufficio missionario, le parrocchie, le scuole e alcune associazioni del luogo.
Una domenica solare
L'arcivescovo di Taranto mons. Benigno Luigi Papa ha sottolineato la particolarità di questa "festa" che è coincisa con una data molto importante per il mondo della cristianità: il giorno dell'Ascensione di nostro Signore.
Questo incontro di popoli, così importante dal punto di vista sociale e culturale, si è svolto all'insegna della gioia e della fraternità più autentica. Per cui nessuno ha trovato barriere da oltrepassare, ma solo braccia protese in un gesto di accoglienza. Nonostante l'orario non proprio consono (l'inizio era fissato per le 16.30), in una giornata che invitava al mare, la concattedrale si è riempita di fedeli.
I colori delle varie etnie, le bandiere delle varie nazioni, la presenza di tantissimi scout e dei bambini, i missionari dell'Akusimba che animavano la Messa celebrata da tanti sacerdoti, hanno reso questa domenica ancora più solare, senza nulla da invidiare a chi invece ha preferito trascorrerla altrove.
La funzione religiosa è stata un inno alla gioia e alla comunione vera. Musiche, danze e lingue diverse erano traducibili in quell'unico messaggio di Gesù: "Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi".
Integrazione e amicizia
I fedeli si sono poi ritrovati nel piazzale tra gli stand dei vari Paesi, immersi tra le diverse culture, a degustare i prodotti dell'arte culinaria. E poi, organizzatori e partecipanti tutti insieme sulla scalinata della Concattedrale a condividere canti e danze popolari e ad approfondire l'amicizia fraterna.
Questa era la fotografia dello spettacolo: sullo sfondo la facciata della chiesa, in primo piano volti sereni e allegri, dove l'ombra della tristezza e del rancore lascia il posto ai raggi del sole che, prima di tramontare, bacia e riscalda tutti indistintamente, bianchi e neri, poveri e ricchi, grandi e piccini.
Pertanto, non è sbagliato annoverare la "festa dei popoli" tra gli eventi più importanti della città, in tema di integrazione multi etnica. È bello immaginare Gesù che ascende al Padre, mentre ai suoi piedi i popoli sono in festa, perché nel suo nome vogliono costruire la pace.








